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La Scapigliatura ti spettina con cura

la scapigliatura

ROMA – Si sono appena spenti i riflettori sul Festival di Sanremo, ma continueremo a sentirne parlare ancora per giorni, forse mesi. Contro tendenza vogliamo invece tornare a quella che fu l’edizione 2015 delle Targhe Tenco, di cui a nostro avviso non se ne parla mai abbastanza. Queste targhe (forse sconosciute a chi non bazzica i circuiti musicali più elitari) rientrano nella categoria dei premi che contano, tanta gloria e molto prestigio, niente di più: ma ci sembra comunque abbastanza. Si tratta di un riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso di un anno: a decretare la vittoria non è il Club Tenco, bensì un’ampia e rappresentativa giuria di giornalisti musicali (oltre 200). I neo vincitori di questo prestigiosissimo riconoscimento sono i fratelli Bodini, in arte La Scapigliatura, che hanno ottenuto la Targa Tenco 2015 per la Miglior Opera Prima.

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I due fratelli calcano i palchi di tutta la penisola da oltre 10 mesi. Nel 2014, dall’incontro con Mescal Music (etichetta indipendente), nasce il progetto “La Scapigliatura” e prende forma negli undici brani che compongono l’omonimo album. Nelle loro canzoni la tradizione cantautorale italiana viene rivisitata con un linguaggio ironico e ricco di riferimenti al pop e alla cultura alta, raccontando con fare cinematografico storie di pensieri, sequenze quotidiane dove le donne e le idee si intrecciano nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta dei due autori. L’ascolto è un viaggio musicale che, dalla canzone d’autore, passa per l’elettronica francese e le atmosfere suggestive del rock nord-europeo, ricreando paesaggi sonori di vasti orizzonti.

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Insomma La Scapigliatura ti spettina con cura e possiamo dirlo con certezza, perché nella tappa romana del loro Scapiglia Tour noi c’eravamo! Ovviamente ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda.

Non è facile avere visibilità già dal primo lavoro discografico, come avete fatto a trovare tanti consensi in così poco tempo?
“Con Mescal abbiamo puntato su una grande operazione commerciale: prenota il tuo disco, noi te lo spediamo (gratis e a scatola chiusa), ascoltalo e se ti piace lo paghi. Le prime 7mila copie sono andate via così, in soli dieci giorni! Targa Tenco a parte, il nostro è uno dei progetti emergenti più ascoltati su spotify in tutta Italia”.

Che vuol dire vincere la Targa Tenco?
“È una grandissima soddisfazione, è un premio prestigiosissimo e un buon traguardo, ma non ti cambia la vita! Le major non si preoccupano nemmeno di sapere chi ha vinto tra gli emergenti e tant’è: la situazione è questa qua”.

Quando non siete in tour e nemmeno in studio di registrazione, cosa fate nella vita?
Jacopo: “Io sono musicista e filosofo, mi esibisco sui palchi più intimi della Francia, dove sto conseguendo un dottorato di ricerca”.
Niccolò: “Sono studente in Giurisprudenza a Milano e mi muovo nel campo dello spettacolo: ho collaborato con artisti come Morgan, LeLe Battista e Violante Placido, ho condiviso il microfono di “Chiedo Asilo” su Radio 24, trasmissione musicale di Gaetano Cappa e Marco Drago; ho anche collaborato con Elisabetta Sgarbi presso la casa editrice Bompiani e al prestigioso festival La Milanesiana”.

State girando l’Italia in lungo e in largo, qual è il posto ideale per vivere per chi fa musica come voi?
“A Milano si sta bene, ma è piccola. Mancano i locali che educano all’ascolto e si va sul sicuro, è la dura legge del business. Con Pisapia gli spazi di aggregazione sono senz’altro cresciuti, ma c’è sempre una diffidenza di fondo che fatica ad andar via. Roma è grande e c’è fermento, si sente, si percepisce; potrebbe essere un posto stimolante in cui vivere”.

Roma? Ne siete sicuri? La nostra chiacchierata finisce così, con una punta d’orgoglio e un po’ d’incredulità.