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Scoperto in Amazzonia il fiume leggendario che “BOLLE” vive le sue vittime

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ROMA – Talmente caldo che le sue acque bollono.
E’ il leggendario fiume scoperto nel cuore dell’Amazzonia, un misterioso corso d’acqua di circa 6 km la cui temperatura varia tra i 50 e 90 gradi celsius.
“Fiumi in ebollizione” esistono in natura, ma sono sempre molto vicini a vulcani.
Non in questo caso, visto che il vulcano attivo più vicino si trova a 640 km.
A scoprirlo è stato lo scienziato Andrés Ruzo, che fin da piccolo era a conoscenza della leggenda di un fume che bolle in Amazzonia.
Cresciuto in Perù, quando aveva 12 anni il nonno gli raccontò una strana storia.
Dopo che i conquistatori spagnoli uccisero l’ultimo imperatore Inca, si diressero in profondità nella foresta amazzonica alla ricerca di oro.
Ma solo in pochi tornarono vivi, raccontando di esperienze da incubo, come acqua velenosa, serpenti mangia-uomo, fame, malattie, e un fiume che bolle dal basso, come se alimentato da un grande fuoco.

Esiste veramente quel fiume?
A confermarlo fu uno zio, che disse a Ruzo di averlo visitato.
Così, nonostante lo scietticismo, lo scienziato si è addentrato nel cuore dell’Amazzonia, scoprendo con sorpresa l’esistenza del fiume leggendario.

L’antico nome del fiume è Shanay-Timpishka, tradotto liberamente “bollito con il calore del Sole.

La gente del posto crede sia così caldo a causa di Yacumama, “La Madre delle Acque,” uno spirito serpente gigante che dà vita alle acque calde e fredde ed è rappresentato da un masso a forma di testa di serpente di grandi dimensioni alle sorgenti del fiume.

Lo sciamano che custodisce il fiume sacro ha concesso a Ruzo il permesso di studiarlo, dicendogli di usare “i piedi al posto degli occhi.”
Non si può vedere il calore, ma si può sentire.

Ruzo ha raccontato di aver visto molti animali “bolliti” vivi nell’istante in cui si sono immersi nelle acque del fiume.

“Cercavano di nuotare, ma la loro carne si cuoceva fino all’osso. Così perdevano le forze, fino a quando si arriva a un punto in cui l’acqua bollente va in bocca e vengono ‘cucinati’ dentro e fuori”.

Ruzo sta ora cercando di salvare il fiume leggendario.
La foresta circostante è stata distrutta, e se non si interviene l’area potrebbe scomparire del tutto.