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Umberto Eco, il mondo è da oggi un po’ più povero

Umberto EcoROMA – È sempre difficile raccogliere e raccontare la vita di qualcuno che non c’è più in poche righe, nel caso di Umberto Eco è praticamente impossibile. Si può partire con facilità solo dall’inizio o dalla ‘fine’. Eco nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, si è spento, ieri 19 febbraio 2016, a casa sua. Di mezzo c’è una vita e una carriera densa di fatti, avvenimenti e opere. Un dato su tutti, le 40 lauree honoris causa ricevute per il suo pensiero da università europee e americane. Per dirla con il tweet del quotidiano la Repubblica “Addio a #UmbertoEco: l’uomo che “sapeva tutto”.

Saggista, filosofo, scrittore, esperto di linguaggio e nuova media, fine culture del Medioevo. Un intellettuale puro, insomma. Il suo primo libro, Il problema estetico in San Tommaso, Torino, Edizioni di Filosofia, è datato 1956, l’ultimo, ‘Numero zero’, dello scorso anno. In mezzo opere, tante e varie, che sono, ormai, patrimonio dell’umanità. Umberto Eco campeggia, oggi, sulle prime pagine di tutto il mondo. La cultura piange la sua morte, la sua una scomparsa che impoverisce tutti.

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Il successo planetario gli arriva, quasi lo travolge, però con un romanzo. Quel ‘Il nome della rosa’ del 1980. Un romanzo, relegarlo alla categoria ‘giallo’ sarebbe riduttivo, che farà riscoprire all’Italia e poi al mondo intero il meraviglioso mondo medievale. Il libro gli porterà, prima il Premio Strega nel 1981 e numerosi riconoscimenti a livello internazionale. Un successo che Umberto Eco bisserà con ‘Il pendolo di Foucault’ (1981). Arriveranno, poi, ‘L’isola del giorno prima’ (1994), Baudolino (2000).

Ci sono, naturalmente, anche i punti fermi dell’Eco studioso. Nel 1963 pubblica un libro che è diventato nel tempo un classico ‘Diario minimo’ (Mondadori), volume che raccoglie saggi come Fenomenologia di Mike Bongiorno e Elogio di Franti. E ancora, ‘Apocalittici e integrati’ (Bompiani) del 1964, altro classico ‘La struttura assente’ (Bompiani, 1968), Estetica e teoria dell’informazione, a cura di, Milano, Bompiani, 1972, il Trattato di semiotica generale, Milano, Bompiani, 1975, Come si fa una tesi di laurea, Milano, Bompiani, 1977, Semiotica e filosofia del linguaggio, Torino, Einaudi, 1984, Leggere i Promessi sposi (con Maria Corti), Milano, Bompiani, 1989, La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, Bari, Laterza, 1993 Storia della bellezza, Milano, Bompiani, 2004 (a cura di), Storia della bruttezza, a cura di, Milano, Bompiani, 2007.

Non poteva mancare, in una bibliografia immensa, anche la letteratura per l’infanzia La bomba e il generale, illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1966, I tre cosmonauti, illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1966, Gli gnomi di Gnu, illustrazioni di Eugenio Carmi, Milano, Bompiani, 1992, Tre racconti, Milano, Fabbri, 2004. (raccolta dei tre precedenti), La storia de “I promessi sposi”, raccontata da, Torino-Roma, Scuola Holden-La biblioteca di Repubblica-L’Espresso, 2010