Il piercing no!

Alessia Vuolo
Scuola Secondaria Statale di Primo Grado “D. Alighieri”
Casamassima (Ba)

Un giorno, guardando la mia amica Miriana, sono rimasta male vedendole un buco sotto il labbro inferiore, riempito con una pallina di acciaio. Che orrore – ho pensato – e ho cominciato a chiederle perché l’avesse fatto. Lei mi ha detto che era di gran moda avere un piercing e che l’aveva fatto per essere più bella. Io all’inizio non ero molto convinta, ma poi ho pensato che avrei potuto anch’io essere alla moda. C’era solo un piccolo problema: dirlo a mia madre. Mi sono fatta coraggio e le ho chiesto il permesso. Lei si è messa ad urlare e dalla sua reazione ho capito che il piercing l’avrei potuto solo immaginare. Nel frattempo, presa dalla curiosità, mi sono documentata sui vari tipi di piercing e ho scoperto che nell’antichità era un segno di distinzione e di appartenenza. Per finire, una curiosità: il termine piercing deriva dall’inglese to pierce che significa “perforare” e l’idea che devo perforare il mio viso non mi fa paura.

Alessia Vuolo 2L
Scuola Secondaria Statale di Primo Grado “D. Alighieri”
Casamassima (Ba)