Un incubo tra Bingo e criminali

Alessandra Torres
ICS Giotto-Cipolla – Palermo

Quella sera non volevo restare in casa solo. Ma i miei genitori non potevano non uscire.
Prima di uscire mi hanno fatto le solite raccomandazioni: <Mi raccomando … lavati i denti dopo cena … non andare a letto tardi … e comportati bene con la nonna>. <Nonna?!> ho detto stupita. Non volevo la nonna, è strana e ogni volta che mi viene a trovare organizza sempre serate in compagnia dei suoi amici del Bingo, tutti di circa 80 anni come lei.
E dopo 10 minuti dall’uscita dei miei genitori arriva la nonna con un ragazzo con cinque tavolini sulle spalle, era Roger lo usava come un carrello, gli faceva portare di tutto, dalla spesa ai suoi attrezzi per i suoi “spettacoli” di ginnastica ritmica, anche se non era un bello spettacolo vederla in body. Poi mi dice <Ciao cara, come sta la mia nipote preferita?>
<Bene grazie, anche se sono la tua unica nipote>
<Lo so ma è un modo di dire sciocchina. Ti va di aiutarmi ad allestire la casa per la mia serata Bingo?>
<Beh veramente nonna …>
<Ma certo che ti va! Aiuta Roger a portare i tavolini>.
Così mi ha fatto prendere due tavolini e mi li ha fatti mettere in salotto, senza neanche farmi finire di parlare. E dopo aver trasportato il catering, i mollettoni e decorazioni finalmente tutto era pronto per la sua serata del Bingo. Ad un certo punto si sente suonare il campanello e un odore di fumo inizia a farmi tossire
<Ciao cara come stai? Dov’è tua nonna?>
<Bene grazie. Mia nonna è di là in salotto> ho detto tossendo.
Ed ecco che arriva mia nonna con un vestito rosso fuoco e uno scialle di un rosso un po’ più scuro e poi sempre con la sua massima gentilezza mi dice:
<Tesoro vai in camera tua non è ambiente per bambini questo>
<Non avrei potuto desiderare di meglio nonna> ho detto senza farmi sentire incamminandomi verso la mia stanza.
Ho provato a dormire ma era impossibile con quel fracasso e quella puzza di vecchio e di fumo e così ho preso i miei peluche e ho iniziato a dire: <Signori e signore peluche, benvenuti a questo primissimo spettacolo di Alexia Mandi, cioè io> ero talmente annoiata che ho iniziato a parlare con i miei peluche! Ma proprio nel gran finale sento mia nonna che mi urla:
<Bocciolo vieni qui>. E così, trattenendo il respiro entro in salotto e vedo la bottiglia di spumante finita e mia nonna che mi dice di comprarne un’altra.
E così è andata.
Ma mentre stavo per pagare la bottiglia entrarono due uomini armati.
<Mani in alto o sparo> ha detto uno dei due uomini.
Dopo dieci minuti di totale inferno i due ladri se ne sono andati svaligiando l’intero negozio e colpendo il barista, che per fortuna è stato subito soccorso. Scena orribile! Perdeva sangue dappertutto.
Ma in un batter d’occhio ero già a casa, l’odore di fumo era peggiorato e non riuscivo quasi a respirare, e sono andata direttamente nella mia stanza senza neppure dare la bottiglia a mia nonna, non preoccupata del fatto che non fossi ancora tornata.
Ho provato di nuovo a dormire ma come prima tutto inutile. Le urla erano troppo forti. E come ultima occasione ho provato a contare “Una pecorella, due pecorelle, tre pecorelle … venticinque pecorelle … centoventi pecorelle …” e così dopo essere arrivata a duecentosessantacinque pecorelle sono riuscita ad addormentarmi, ma un rumore di spari mi ha svegliata bruscamente. Andando in salotto mi sono ritrovata in una pozza di sangue. Erano di nuovo quei due uomini.
Come avevano fatto ad entrare? C’erano circa trenta persone e nessuno si era accorto di niente? Ma per fortuna mia nonna era ancora viva. Era talmente felice di vedermi che non si era accorta che uno dei due uomini aveva appena premuto il grilletto e così con un balzo verso di lei l’ho spinta e il proiettile invece di colpire lei ha colpito me. E’ vero, a volte non la sopportavo proprio, ma è mia nonna e le voglio bene.
<Sveglia Alexia, svegliati. Abbiamo molto lavoro da fare. Ti sei addormentata sul mio vestito per la festa da ballo di stasera>
<Addormentata?!>
<Sì tesoro, ma ora aiutami a decorare la casa e alzati dal mio vestito! Poi mi racconterai cosa hai sognato, ma ora sbrigati arriveranno fra poco!>.
Era solo un sogno. Un incubo.

Alessandra Torres
IIA
ICS Giotto-Cipolla
Palermo