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Addio a Ray Tomlinson, l’uomo della “chiocciola” @

ray tomlinson chiocciolaROMA – E’ morto all’età di 74 anni Ray Tomlinson, uno dei pionieri dell’ e-mail e papà della chiocciola.

Fino al 1971 la posta elettronica aveva una capacità limitata, non c’era modo di inviare qualcosa ad una persona specifica ad un indirizzo specifico.
Fu un’idea di Tomlinson quella di scegliere il simbolo @ per collegare un nome utente con l’e-mail dell’indirizzo di destinazione.
Da lì, la chiocciola è diventata la designazione per i formati di indirizzo, che esplose come e-mail diventando un mezzo globale della comunicazione digitale.

Tomlinson ha scritto e inviato la prima e-mail sul sistema ARPANET, una rete di computer creato per il governo degli Stati Uniti che è considerato un precursore di Internet.
Ha anche contribuito allo sviluppo della rete, tra le numerose altre tecnologie d’avanguardia nel mondo della programmazione.

Il primo messaggio è stato inviato tra due macchine fianco a fianco.
Tomlinson disse che i messaggi di prova erano “del tutto dimenticabili e, quindi, li ho dimenticati”.
Ma quando il programma sembrava funzionare, lo ha annunciato tramite la propria invenzione, inviando un messaggio elettronico ai collaboratoriper spiegare come usarlo.

“Ho guardato la tastiera, e ho pensato: ‘Cosa posso scegliere che non possa essere confuso con un username?'”, ricordava Tomlinson in un’intervista nel 2012.
L’invenzione di Tomlinson ha avuto anche un grande impatto 30 anni dopo, plasmando i servizi di social media come Twitter e Facebook, dove @ è universalmente sinonimo di comunicazione diretta con un individuo.

La chiocciola è diventato così importante nella cultura moderna che il Dipartimento di Architettura e Design del MoMA ha aggiunto il simbolo nella sua collezione nel 2010, con crediti a Tomlinson.
Si era lareato in ingegneria elettronica presso il Rensselaer Polytechnic Institute e al Massachusetts Institute of Technology (MIT).
E pur essendo un programmatore famoso e il destinatario di numerosi premi e riconoscimenti, i collaboratori lo descrivono come umile e modesto, il  “ragazzo nerd del MIT”, come lo ha affettuosamente definito Harry Forsdick, collaboratore con Tomlinson per 15 anni.