Beatles & Stones: mezzo secolo fa le canzoni del mito incrociato

Chiara Donati
Liceo Classico “Galileo” di Firenze

Per i ragazzi che amavano i Beatles e i Rolling stones l’annus mirabilis è senza dubbio il 1965. Un anno come pochi, in cui, tra minigonne, frangette e Jim morrison che fondava i Doors, la mitica swinging London assisteva alla nascita di due titani della musica beat: “I can’t get no satisfaction” dei Glimmer Twins di Jagger e “Yesterday” dei Fab Four di McCartney. A dar fuoco alle polveri furono gli Stones, che pubblicarono repentini la loro hit il 6 giugno. Ma anche i Beatles rimasero ben poco in sordina: a distanza di poco più una settimana John, Paul, George e Ringo, riuniti negli storici studi di Abbey Road, già erano intenti a realizzare quella che sarebbe diventata la colonna portante dell’album “Help”.
Il celebre riff di “Satisfaction”, secondo quanto riportato, risalirebbe al primo tour americano della band: dopo un concerto a Clearwater, in Florida, e relativo aftershow, Keith Richards cadde in un sonno profondo, ma nel cuore della note fu svegliato da quattro innocue note che gli ronzavano in testa. Una volta incise su una cassetta, il chitarrista tornò a letto, con il nastro che girava ancora nel registratore: segno augurale?
Onirica pure la genesi di “Yesterday” (nonostante qualche affinità con “Answer me, my love”, successo del ’53 di Frankie Laine e David Whitfield), il cui celebre refrain “Macca” giura di essersi ritrovato in testa di prima mattina, appena svegliato, nella casa della fidanzata Jane Asher, in quel di Wimpole street. Affermò in proposito: “La mattina mi sono svegliato con quella melodia in testa e ho pensato: ‘Heyforte questa canzone!’ Non la conosco, oppure sì?” Ma il mito della reminiscenza di Platone era fuori discussione per Paul. In effetti, il motivetto rimandava a tante canzoni jazz del passato che suo padre soleva suonargli, ma era decisamente tutta un’altra storia…
Queste due hit, che tanto hanno fatto parlare di sé il secolo passato, anche oggi continuano a intrattenere, con dischi rimasterizzati, foto , libri mai visti prima. Uno di questi è “(I can’t get no) satisfaction-Storia di un riff leggendario” di Francesco Ughi e “Yesterday- storia di una canzone” di Emanuele Manny Angeletti e Valentina Farinaccio. Ma anche in fatto di musica le cifre non scherzano affatto: 2220 le reinterpretazioni, (tra cui anche quelle di Otis Redding e della “Lady soul” Aretha Franklin) per “Satisfaction”, mentre per “Yesterday” se ne contano “solo” 1.600, ma con quali voci d’eccezione! Tra i tanti, si ricordano Ray Charles, Bob Dylan, Marvin Gaye, Elvis Presley e, soprattutto, Frank Sinatra. Quella “Voce” che ancora, a cento anni dalla nascita, è la pietra di paragone con la quale si saggiano i veri talenti d’oro. Mica male, insomma, per una canzone che aveva come titolo originale uova strapazzate, no? (“Scrambled eggs, oh Baby, how I love your legs”)…

Chiara Donati 3D
Liceo Classico “Galileo” di Firenze