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AFRICA: TUKO PAMOJA, INFORMIAMOCI

AFRICA, KANYA, NAIROBY. Ecco i risultati dei nostri errori e della nostra negligenza. Aprima gli occhi e salviamo il nostro mondo. Informiamoci, per noi è tutto alla portata di un click.
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Il mondo fa schifo. Siamo tutti d’accordo? Forse no. Quando parlo di mondo, mi riferisco a quello creato da noi uomini, altrimenti parlerei di “pianeta”. Non bisogna andare fino in Africa per capirlo, ma sicuramente aiuta ad aprire gli occhi, a trovare conferma, a toccare con mano i danni che abbiamo creato. L’Africa non è solo il risultato dei nostri errori e della nostra negligenza come mondo occidentale, ma quello di tutti i mondi. Come mi è stato fatto notare: “l’Africa è il Sud del mondo”, e come ogni Sud, ha le sue difficoltà, ma soprattutto è dimenticato da noi che siamo stati collocati geograficamente un po’ più in alto. Purtroppo il degrado non è solo là, ma un po’ ovunque. Qua si parla di Nairobi, Kenya perché è lì che sono stata, è quello lo schifo che ho visto, toccato, annusato, camminato. Volevo fornire qualche cifra per rendere chiara la mia visione di “schifo”.

Il Kenya ha 44.353.691 abitanti (stima del 2013), inutile dire in continua e veloce crescita. La capitale, Nairobi, conta 3.250.000 abitanti, di cui oltre la metà è costretta a vivere nell’1,5 per cento del territorio totale della città. Una baracca consiste in una stanza che potrebbe essere camera tua, però invece di dormirci da solo nel lettone a una piazza e mezzo, con te ci sono i tuoi 3 o 4 fratelli, qualche cugino, i tuoi genitori e se ti è andata male, anche i nonni. Quindi in una baracca in media ci vivono dalle 6-7 persone, ed è importante tenere a mente che più dell’80% dei baraccati, nemmeno la possiede la baracca, ma paga l’affitto. In media 20 euro al mese, prezzo esorbitante dal momento che in baracca si “vive” con 1 euro al giorno e un trimestre a scuola costa 3,60 euro.

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L’acqua. Unico servizio fornito dal comune, ma non pensate sia così facile. In baracca l’unica cosa facile è rubare. L’acqua arriva con delle tubature a dei punti di rifornimento, dove poi viene raccolta da alcuni baraccati che hanno fatto un accordo con il comune (come fosse un “appalto”), per poi rivenderla al doppio o triplo del prezzo. Non hanno niente, e pagano l’acqua neanche fosse oro. Quindi non c’è acqua corrente nelle slum, non esistono i lavandini, le docce, il gabinetto, non ci sono le tubature, ma anzi le fogne sono a cielo aperto e si usano ancora le latrine. Vedo persone che per strada lavano il sedere ai propri cani dopo che hanno fatto i bisogni, e più di 3 milioni di uomini, donne e bambini non hanno l’acqua corrente. Non so se vi rendete conto, provate ad immaginare di vivere così. Prossima volta che lasciate l’acqua scorrere mentre vi lavate i denti, pensateci.

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Sanità. La sanità è praticamente tutto. Un essere umano per vivere ha bisogno di stare in un ambiente sano. Proprio su questa base non definirei la vita in baraccopoli, vita. In Kenya ha accesso ai servizi sanitari il 30% della popolazione, nel nostro paese, il 100%. Ci sono 0,2 medici e 1,4 posti letto ospedalieri per ogni 1000 abitanti, mentre in Italia ce ne sono rispettivamente 3,9 e 3,4. La spesa pubblica dedicata alla sanità in Italia corrisponde al 7,1% del PIL, in Kenya solo l’ 1,9% , in Kenia dove più del 6% della popolazione ha l’AIDS . La sotto nutrizione è ormai un “evergreen” nel continente nero: percentuale di bambini pari al 16% e totale al 22,1%
Concludendo il Kenya ha una delle emissioni di CO2 più passa al mondo, a differenza del nostro paese e di molti altri paesi occidentali.
Questi sono pochi, anzi pochissimi dati che descrivono la situazione. La povertà è in ogni granello di terra rossa. Queste cifre, però, non le troviamo solo in Kenya o a Nairobi, ma in molte altre realtà. E’ necessario ricordarselo bene.
Che senso ha vivere questa vita se ci riduciamo a viverla immersi nell’egoismo, nella negligenza, con il prosciutto sugli occhi e la cera nelle orecchie. Non ne vale veramente la pena, e ripeto che non serve andare in Africa per capirlo. E’ semplicemente ingiusto, illogico. Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto e non ci siamo sviluppati tanto, per lasciare altri così indietro.
Il mondo fa schifo. Ora siete d’accordo? Documentatevi. Per noi, è tutto alla portata di un clic.

TUKO PAMOGIA

GiacomoGiacomo Onlus

PHOTO Credits : Lavinia Inciocchi