Discorso sulla legalità

Nives De Cinque
Classe 2^C
Scuola Secondaria di 1° grado
Istituto Comprensivo “De Petra” Casoli(CH)

Oggi, lunedì 21 marzo 2016, noi alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di I grado di Casoli abbiamo avuto l’occasione di incontrare due carabinieri che ci hanno fatto un discorso molto bello sulla legalità.
Uno dei due carabinieri ci ha spiegato il significato di questa parola. “Legalità” vuol dire rispettare la legge, comportarsi in modo corretto. Le leggi sono delle norme che tutti i cittadini devono conoscere e vengono
emanate dal Parlamento, i cui membri sono eletti dal popolo. La legalità è strettamente collegata anche alle regole che ci sono in una scuola, come ad esempio non tenere accesso e usare il cellulare. Anche portare il cane a spasso e non raccogliere i suoi bisogni, che è una cosa che accade molto spesso nel nostro piccolo paese, è un atto che deve essere punito. Il discorso è poi proseguito su un avvenimento molto comune in classe: la sparizione di penne, matite o altri oggetti scolastici. Anche se rubare una penna può sembrare un’azione poco importante o uno scherzo, può diventare molto più grave di quello che sembra. Infatti ci è stato spiegato che, se questo fatto si ripete più volte, possono intervenire i carabinieri che condurranno delle indagini per scoprire il colpevole che sarà punito.

Da qui, sempre collegato alla legalità, è nato un altro discorso su un problema che purtroppo è molto comune in tutto il mondo, il bullismo. “Bullismo” vuol dire questo: una persona, credendosi superiore ad un’altra che spesso è di età più piccola, si sente autorizzata ad insultarla, picchiarla ed umiliarla
davanti a tutti. Un atto di bullismo, potrebbe essere un ragazzo robusto che ogni giorno picchia un ragazzo più magro e debole, gli ruba la merenda o lo prende in giro. Oppure una ragazza bellissima, corteggiata da molti ragazzi, presa di mira da altre ragazze che per invidia se ne prendono gioco umiliandola, facendole anche abbassare l’autostima. Il bullismo però può avvenire anche tra gli adulti. Ad esempio un meccanico sta lavorando nella sua officina e a un tratto entra un uomo che pretende che gli vengano dati
dei soldi.

Dal bullismo, siamo passati a un discorso sul difendersi. Per farci capire meglio ciò, ci sono stati fatti alcuni esempi. Se una persona possiede una pistola e ad un tratto in casa sua entra un uomo con in mano un coltello, la persona con la pistola non può sparare a quella con il coltello. Questo perché un’arma potente come la pistola, anche se per difendersi, non può essere utilizzata contro un semplice coltello. È importante, quindi, imparare a difendersi ma sempre in modo legale.

Infine, abbiamo parlato della droga nelle scuole. Il problema non era rivolto direttamente a noi, perché siamo sicuramente troppo piccoli. Ci sono state fatte però delle raccomandazioni. È molto importante non farne uso, ma soprattutto non farsi coinvolgere dai compagni che la possiedono, perché se si viene scoperti ci si può cacciare in grossi guai. Ma soprattutto, può essere molto nociva per la salute e a volte anche mortale.

Prima di salutarci, ci è stato dato un ultimo consiglio che però è davvero essenziale: mai far calpestare la propria dignità. In parole più semplici, è importante farsi rispettare e non dipendere da nessuno.
Questo incontro mi è piaciuto molto, ho imparato meglio a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, a riconoscere le strade da non prendere, ho compreso il significato della parola legalità e ho appreso delle cose in più sulla legge. Ogni volta che il capo dei carabinieri faceva degli esempi, nominava sempre qualcuno di noi e quindi ci siamo potuti immedesimare in assassini, ladri o vittime di omicidi e furti.
Ciò ha permesso a tutti di partecipare e anche di divertirci. È stata una bella esperienza che rifarei volentieri.

DE CINQUE NIVES
CLASSE 2^C
SCUOLA SEC. DI I GRADO DI CASOLI
ISTITUTO COMPRENSIVO “G. DE PETRA” CASOLI – (CH)