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‘Cinemadamare’, un festival itinerante per i filmmakers di tutto il mondo

ROMA – “Puntiamo sull’idea della condivisione, dell’incontro tra persone da tutto il mondo”. È lo spirito del festival “Cinemadamare” secondo il suo direttore, Franco Rina: “Il cinema è l’unico prodotto nato già ‘global’ dai suoi esordi, perché il muto lo capivano tutti- prosegue- solo chi si confronta con persone diverse può essere sicuro di elaborare un’idea originale, nuova, di scegliere opzioni estetiche moderne”.

Sono ancora aperte le iscrizioni alla 14esima edizione del festival, definito sul suo sito come “Il più grande raduno tra giovani filmmakers del mondo”. Il gruppo percorrerà 5200 km in autobus, spostandosi tra undici regioni italiane, dal 25 giugno al 10 settembre 2016. L’iniziativa sarà un laboratorio itinerante destinato a registi, sceneggiatori, montatori, attori e fonici, che potranno partecipare, viaggiare e pernottare gratuitamente, a condizione di realizzare un cortometraggio ogni sei giorni, portando con se’ la propria attrezzatura tecnica.

cinemadamare

“Siamo 100 filmmakers che dormono, vivono, mangiano insieme e che, quindi azzerano tutti i tempi morti possibili” per arrivare a realizzare un film ogni sei giorni. I lavori vengono proiettati all’aperto in tutti i comuni dove il tour fa tappa. E’ “massima”, secondo Rina, l’interazione tra “Cinemadamare” e i territori che attraversa. Non solo i filmmaker alloggiano nelle scuole locali, ma reclutano sul posto attori, comparse e collaboratori. I corti, che devono essere girati rigorosamente nelle città dove il tour fa tappa, vengono qui proiettati, in anteprima, subito dopo la realizzazione.

A coadiuvare il lavoro delle 20-30 troupe che si formano ogni anno, spiega ancora Rina, c’è un’e’quipe di 15 persone. Previsti anche incontri con ospiti d’onore, che negli anni scorsi erano personaggi come Wim Wenders, Mario Monicelli e Ken Loach, per citarne solo tre. L’iniziativa prevede diverse competizioni con premi in denaro, e i diritti dei film apparterranno ai realizzatori, che li potranno iscrivere, quindi, a “tutti i concorsi possibili e immaginabili”.