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Intelligenza artificiale diventa creativa e il robot scrive romanzi

intelligenza artificialeROMA – Notizie sull’intelligenza artificiale e sui progressi dei robot si avvicendano sulle prime pagine dei giornali con un ritmo che rasenta il quotidiano, eppure, leggendole sale inevitabile lo stupore. Non riusciamo, nel nostro profondo, a capire che il domani è già oggi e che le ‘macchine’ che ci circondano non solo ‘fanno’ per noi un mucchio di cose ma, per noi, pensano anche.

Solo qualche settimana fa abbiamo raccontato di un robot, AlphaGo della grande ‘scuderia’ Google, che ha sconfitto il campione mondiale di Go, il coreano Sedol. La sfida, al meglio delle cinque partite, si è conclusa con un secco 4 a 1. Il Go, uno dei giochi da tavolo più antichi al mondo, è, o meglio era, considerato dagli esperti più difficile degli scacchi perché vi regna ingegno, astuzia e tattica. Tutte ‘arti’ ad appannaggio esclusivo dell’uomo, almeno si pensava fino agli inizi di marzo. AlphaGo ha vinto, a dir la verità, anche per aver memorizzato il gioco di Sedol, oltre a quello di altre decine di giocatori, ma questo non toglie nulla all’impresa.

Dalla Corea al Giappone il passo è breve come è breve il salto dei robot dal mero calcolo matematico – quello utilizzato nelle sfide di Go – alla creatività per eccellenza: la scrittura di un romanzo. È cronaca di oggi dello straordinario risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori della Future University Hakodate, capeggiato da Hitoshi Matsubara e del loro ‘robot scrittore’. Il manoscritto (si potrà in futuro utilizzare ancora questo termine?), dal titolo emblematico “The Day A Computer Writes A Novel”, ha superato le selezioni del Nikkei Hoshi Shinichi Literary Award, un premio letterario molto noto nel paese del Sol Levante. La giuria del premio non ha mai sospettato che dietro il romanzo ci fosse una ‘mente artificiale’ e se alla fine non gli ha tributato il premio finale è solo per un mero giudizio estetico.

Per il romanziere e giurato Satoshi Hase “The Day A Computer Writes A Novel”, “è un romanzo ben strutturato. Ma ha ancora dei problemi da superare per vincere il premio, come ad esempio la descrizione dei personaggi”. Come a dire che la macchina non è riuscita a scavare fino in fondo nell’animo umano pur riuscendo a mettere una dietro l’altra parole in armonia. La squadra di Matsubara ha confessato di aver ‘partecipato’ almeno all’80% della stesura ultima del romanzo scegliendo parole e frasi da un romanzo già edito. Hanno, inoltre, abbozzato la trama e i personaggi. Il computer e la sua Intelligenza artificiale ha, poi, fatto il resto. Sui 1450 manoscritti presentati, 11 sono quelli da attribuire – all’atto della consegna il premio pretende l’anonimato – a ‘costruzioni’ non umane ma, di questi ultimi, uno solo ha superato le selezioni. “The Day A Computer Writes A Novel” passerà così alla storia per essere stato il primo ad aver superato il giudizio di veri scrittori e concorso per la vittoria finale di un ambito premio. “Il computer, dando priorità al perseguimento della propria felicità, smise di lavorare per gli umani”, scrive il robot a conclusione del romanzo. Chissà che non sia oltre che scrittore anche profeta. L’era dell’Intelligenza artificiale creativa ha inizio.