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Pianeta X, il misterioso pianeta ha causato l’estinzione dei dinosauri

planet nineROMA – Crescono le certezze sull’esistenza di un nono pianeta nel Sistema Solare, e con esse si affacciano nuove inquietanti teorie sul suo legame con l’estinzione di massa dei dinosauri.
“Pianeta X”, o Planet Nine che dir si voglia, è tornato alla ribalta lo scorso inverno, quando alcuni studi avrebbero trovato conferme importanti su anomalie orbitali di alcuni oggetti della Fascia di Kuiper, avallando la possibilità che possano essere influenzati dalla gravità di questo grande pianeta invisibile.
Si pensa risieda ai confini del Sistema Solare, con una massa pari a 10 volte quella della Terra, gassoso, e simile a Urano o Nettuno.
Ma adesso il mistero di Planet X s’infittisce ancora di più: un astrofisico americano sostiene infatti che questo pianeta potrebbe avere provocato una pioggia di comete che ha causato estinzioni di massa sulla Terra.

In un nuovo studio, l’astrofisico in pensione Daniel Whitmire sostiene che un nono pianeta sconosciuto stimoli piogge di comete ogni 27 milioni di anni, che in seguito porterebbero a estinzioni di massa.

A supporto della teoria, Whitmire e il suo partner di ricerca, John Matese, sostengono di aver trovato la prova di questa periodicità in reperti fossili che risalgono a circa 500 milioni di anni fa.
La pioggia di comete sarebbe abbastanza potente da riuscire a raggiungere l’orbita terrestre e colpire l’atmosfera del nostro pianeta.

La teoria in realtà non è nuova.

pianeta x

Whitmire e Matese proposero già nel 1985 una spiegazione simile per l’estinzione di massa dei dinosauri, pubblicando lo studio sulla rivista Nature, ma a quel tempo c’erano altre spiegazioni per giustificare la pioggia di comete.
Tuttavia, quando vennero smentite, prese piede l’ipotesi di un Pianeta X (all’epoca Plutone era ancora considerato il nono pianeta del Sistema Solare, quindi il corpo misterioso sarebbe stato il decimo).

Secondo la teoria di Whitmire e Matese Planet X orbita intorno al Sole passando per la fascia di Kuiper ogni 27 milioni di anni.
Questa orbita lenta e inclinata sarebbe quindi responsabile dell’ingresso delle comete nel Sistema Solare Interno.

Se questa teoria si rivelasse vera, significherebbe che la Terra è soggetta a grandi eventi di estinzione ogni 27 milioni di anni.

IL PIANETA X

A cavallo del 20° secolo, gli astronomi stavano cercando di rintracciare enormi pianeti del Sistema Solare Esterno studiando le orbite dei mondi conosciuti per vedere se mostrassero significative anomalie.

In questo modo nel 1846 fu scoperto Nettuno, grazie al matematico francese Urbain Le Verrier e al matematico e astronomo inglese John Couch Adams, che calcolarono in modo indipendente la posizione precisa del pianeta, cercando perturbazioni orbitali di Urano.

Così, dopo questa scoperta, gli astronomi hanno provato ancora una volta quel trucco, seguendo con precisione l’orbita di Nettuno.
E riscontrarono anche in questo caso delle anomali.
Da qui iniziò la caccia al Pianeta X.

planet nine 2

Quando Plutone venne scoperto nel 1930 dall’astronomo statunitense Clyde Tombaugh, si pensò fosse un mondo gigante responsabile delle anomalie nell’orbita di Nettuno.
Tuttavia, nel corso degli anni, si calcolarono con più accuratezza le dimensioni di Plutone: diventò chiaro che era troppo piccolo per giustificare quelle perturbazioni orbitali (un fattore che ha contribuito alla sua ri-classificazione come pianeta nano nel 2006 dalla International Astronomical Union).

Ma la caccia al Pianeta X si era ormai conclusa con la scoperta di Plutone.

Nel mese di gennaio di quest’anno, Mike Brown (l’uomo che ha scoperto i pianeti nani e quindi “responsabile” del declassamento di Plutone) e il collega Konstantin Batygin annunciarono la scoperta di un gruppo di piccoli oggetti ghiacciati oltre l’orbita di Plutone che sembrano essere in viaggio nella stessa direzione e con la stessa inclinazione orbitale. La probabilità che ciò accada per caso è sottile.
Per questo Brown e Batygin credono che il loro movimento sia causato dalla presenza di un altro – attualmente invisibile – pianeta del sistema solare esterno, forse 10 volte la massa della Terra e in orbita fino a 1.000 volte di distanza intorno al Sole.