New Shepard, terzo successo per il razzo Blue Origin. Un passo in avanti per il turismo spaziale

blue origin logoROMA – Un passo in avanti per il “turismo spaziale”. Un altro successo alla corsa del “riutilizzo spaziale” che, per quanto riguarda i razzi, la sta vincendo Jeff Bezos il fondatore di Amazon e della compagnia Blue Origin. La compagnia di Bezos era riuscita per prima a far atterrare il suo razzo New Shepard dopo il lancio, battendo la SpaceX che ha raggiunto questo obiettivo solo alcune settimane più tardi.

“Gradatim ferociter”, “Passo per passo, con audace determinazione”. Il motto latino inserito nel complesso logo della Blue Origin – quasi uno stemma araldico – rappresenta bene lo spirito con cui Jeff Bezos, il miliardario fondatore di Amazon, è entrato nell’industria spaziale, 16 anni or sono. E’ stato lui stesso a rivelarlo alcuni giorni fa ai giornalisti invitati ad una insolita visita della fabbrica di Kent, nello Stato di Washington. Il luogo, finora off limits, dove si costruisce il New Shepard e si mette a punto il nuovo motore BE-4.

blue origin New Shepard

Dopo i successi del 23 novembre 2015 e il 22 gennaio 2016, il razzo di Jeff Bezos patron di Amazon, supera anche il terzo test. Il razzo New Shepard, ha superato la “linea di Karman”, la quota posta a 100 chilometri sul livello del mare segna il confine convenzionale tra l’atmosfera terrestre e lo spazio esterno. Il razzo che ha compiuto il volo, ed è  questa la “notizia” più importante, è lo stesso dei due lanci precedenti e funziona perfettamente.



Spazio: Blue Origin di Amazon pronto per i turisti spaziali nel 2018?


Il dirigente di Amazon, nel corso di una conferenza tenuta nella sede di Blue Origin, ha rivelato che entro il 2018 la compagnia potrebbe lanciare i primi voli turistici. Blue Origin costruirà ben sei veicoli New Shepard ed ognuno sarà in grado di trasportare fino a sei passeggeri sessantadue miglia sopra la Terra per qualche minuto, per far rivivere alle persone l’assenza di gravità, esperienza tipica degli astronauti. L’obiettivo è perfezionare le apparecchiature effettuando fino a 100 voli suborbitali all’anno.

La società ha condiviso pubblicamente il video del terzo lancio mostrando una sequenza che all’apparenza può sembrare “facile” quando in realtà mostra tutto il progresso che ha compiuto in questi mesi Blue Origin nel settore dei viaggi spaziali.

La capsula destinata a ospitare i passeggeri si è staccata ed è atterrata grazie ai paracadute mentre il razzo è rientrato morbidamente a terra grazie ai propulsori che ne hanno frenato la caduta fino a una velocità di appena 7,5 chilometri all’ora.

Blue Origin non fallisce, il razzo New Shepard và nello spazio e rientra [VIDEO]


Atmosphere-layers

La quota della linea di Kármán non è determinata nè dall’atmosfera nè dalla gravità terrestri, e si trova nella termosfera (mentre l’atmosfera termina nell’esosfera presso la “frangia atmosferica”); tale linea di demarcazione viene utilizzata per scopi pratici dalla Fédération Aéronautique Internationale (FAI) che definisce aeronautico un volo effettuato fino alla linea di Kármán, e astronautico un volo oltre tale linea.[2]

Un oggetto che si trovi oltre tale linea è ancora soggetto alla gravità terrestre e, qualora sia privo di propria forza cinetica, ad una lenta caduta verso terra.

La quota invece alla quale un oggetto privo di propria forza cinetica rimane stazionario, senza né cadere né salire (ed oltre la quale sale verso lo spazio) si trova nella “frangia atmosferica” (posta approssimativamente a 2000-2500 km dal suolo, dove la concentrazione atmosferica equivale a quella della corona solare[3]). La Linea di Kármán definisce la linea arbitrariamente intesa oltre la quale la rarefazione della materia nello spazio non permette più la portanza alare, o meglio, nei suoi pressi la limita progressivamente a parità di superficie alare e velocità, man mano che salendo diminuisce la resistenza fluidodinamica e le leggi della gravità prendono il sopravvento su quelle dell’aerodinamica.

Prende il nome dal fisico e ingegnere ungherese naturalizzato statunitense Theodore von Kármán. Egli calcolò che alla quota di circa 100 km la densità dell’atmosfera diventa troppo bassa per scopi aeronautici, in quanto a tale altezza un velivolo dovrebbe avere una velocità superiore alla velocità orbitale per potersi sostenere in volo.[4] Inoltre a tale quota la radiazione solare provoca un improvviso aumento della temperatura e altre modifiche sostanziali alla composizione dell’atmosfera.