Umberto Eco

Andrieli Lepri 3 F
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma

Pochi giorni fa ho saputo che era morto Umberto Eco, un nome che non avevo mai sentito; sono rimasta colpita dall’importanza che la notizia ha avuto nei giorni successivi e mi sono un po’ documentata sul personaggio; ho quindi appreso che Eco è stato uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, ma anche dotato dei più diversi interessi: esperto di filosofia medioevale ma anche appassionato di fumetti, professore universitario a Bologna presso il Dams (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) da lui stesso creato, giornalista ma anche autore di best sellers come “il Nome della rosa” pubblicato nel 1980 e che ha venduto 50 milioni di copie in tutto il mondo, un giallo storico ambientato nel medioevo in cui un frate di nome Guglielmo da Baskerville (un riferimento al popolare personaggio di Sherlock Holmes, protagonista del Mastino dei Baskerville) si trova ad indagare su una serie di delitti che avvengono in un’abbazia del Nord Italia. L’articolo di approfondimento che ho letto è firmato da un altro famoso intellettuale, Corrado Augias e si riferisce ad un’ opera scritta da Eco più di 50 anni fa, il “Diario minimo”, in cui compare un saggio intitolato “Fenomenologia di Mike Bongiorno”, un personaggio di cui non avevo mai sentito parlare e che ho capito essere stato uno dei più importanti uomini della televisione italiana, popolare presentatore di quiz di successo come “Rischiatutto”; perché questo saggio viene considerato così importante da Augias? Perché, occupandosi di un presentatore televisivo e del suo successo nella società del tempo, Eco ha abbattuto il muro fra la cultura cosiddetta “alta” e quella “bassa” o popolare, per cui l’intellettuale può occuparsi dei classici romanzieri russi come Tolstoj ma nello stesso tempo, senza alcun senso di inferiorità, anche degli scrittori di libri gialli come Simenon ed addirittura dei fumetti, materia popolare per eccellenza. Inoltre Eco in questo saggio dimostra di aver compreso fin da subito quella che sarà l’importanza della televisione in grado di influenzare profondamente la società del tempo.

Andrieli Lepri 3 F

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