attualita

Calcio e alimentazione: il modello Lnd sale in cattedra all’Unicusano

ROMA – Mangiare bene per giocare meglio, perche’ la strada per diventare campioni passa (anche) dalla tavola. Ma soprattutto, mangiare sano per vivere nel modo giusto. E’ questo l’obiettivo della campagna ‘Nutrizione è salute’, promossa dalla Lega nazionale dilettanti e rivolta a oltre un milione e quattrocentomila calciatori e alle loro famiglie. Il viaggio alla scoperta della corretta alimentazione per gli sportivi ha fatto tappa a Roma tra gli studenti dell’università degli studi Niccolò Cusano, grazie alla collaborazione tra il presidente della Lnd, Antonio Cosentino, e il rettore Fabio Fortuna. E’ un vero e proprio modello alimentare quello messo a punto con il supporto scientifico della Federazione medico sportiva italiana, che ha stilato regole diversificate in base a età, sesso e impegno fisico, come ha ricordato il dottor Attilio Parisi, presidente Ams Roma Fmsi. Insomma, non basta mangiare un piatto di pasta prima di una partita per scendere in campo al massimo della forma. Proprio per scardinare leggende e falsi miti, la Lnd ha messo a disposizione di tecnici e atleti un kit sulla corretta alimentazione con 30mila manuali per allenatori funzionale alle esigenze dei giocatori in diverse fasce di età, ruoli e periodo agonistico, 15mila poster della Piramide alimentare e, infine, un milione e mezzo di guide pratiche all’alimentazione per giocatori, giocatrici e famiglie.

Durante il convegno, cui ha partecipato anche il direttore del Corriere dello Sport-Stadio, Alessandro Vocalelli, hanno partecipato anche ex calciatori come Francesco Statuto. “I primi anni in cui mi allenavo nella borsa avevo sempre il panino di mamma”, ha ricordato. Tempi lontani. Negli ultimi anni, infatti, le nuove conoscenze hanno permesso di scoprire che a un calciatore servono più carboidrati che proteine, e che dopo un allenamento si recupera efficacemente con un bicchiere di latte, e che non e’ dannoso bere tanta acqua durante la prestazione fisica.

Con questa campagna “abbiamo realizzato qualcosa di grande e unico in Italia, una campagna educativa di alto valore sociale- ha spiegato Cosentino- Dare uno stile di vita ai giovani significa far capire alle famiglie i comportamenti più giusti prima, durante e dopo una partita di calcio”, perche’ “dare la possibilita’ di nutrire bene i propri figli e’ importante. Siamo partiti gia’ nel 2013 e abbiamo fatto il giro di tutta Italia presentando la nostra attivita’ in 20 Comitati regionali. Oggi all’Unicusano incontriamo tanti giovani e un’attivita’ meravigliosa sportiva, a prescindere dallo studio. Dimostriamo- ha concluso- che il mondo dilettantistico non e’ solo quello del calcio ma del sociale”. E proprio l’Unicusano, che tra i Dilettanti schiera la sua Fondi Calcio, e’ “costantemente impegnata su questi temi, perche’ pensiamo che lo sport sia assolutamente abbinabile all’attivita’ universitaria e allo studio in generale, anzi e’ un aiuto“, ha ricordato il rettore Fortuna.