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“Good Bye Velvet”: cala il sipario sul Velvet Club di Rimini

velvet riminiROMA – Nirvana, e in ordine sparso Blur, Ramones, Black Sabbath, Violent Femmes, John Cale, Motörhead, Primal Scream; ma anche Ligabue, Patty Pravo, i Subsonica e tanti altri.
Tra concerti diretti e allo Slego, oltre a qualche produzione esterna, hanno sfondato quota 1.000 gli eventi che ha ospitato dal 1989, quando è nato.
D’ora in poi, la pista dove i migliori gruppi rock mondiali si sono esibiti rimarrà vuota.
Dopo quasi trent’anni di apprezzata militanza, cala il sipario sul Velvet Club.
O “il Velvet”, come tutti lo chiamano. Ancora una volta, pesano gli affitti e le questioni burocratiche.

“Entro fine maggio, il Velvet Club lascerà la storica sede di Rimini in via Santa Aquilina”, fanno sapere, in queste ore, dallo stesso locale a due passi da San Marino. La formula ufficiale è si chiude ‘salvo colpi di scena’ dell’ultimo minuto, ma appunto la sostanza non cambia. Forse un altro Velvet a Rimini? Chissà… Gli eventi degli ultimi mesi, in effetti, non lasciavano presagire nulla di buono: contratto d’affitto scaduto a febbraio e una sentenza del Consiglio di Stato in arrivo che inevitabilmente, al termine di una lunghissima vicenda legale, sancira” nero su bianco l’obbligo di smontare la famosa “Sala grande”. Proprio quella che negli ultimi 27 anni ha dato ospitalità al fior fiore del rock e non solo, per la gioia di svariate generazioni di appassionati. L’attuale società di gestione, rappresentata da Renzo Travagliati e Lucia Chiavari, moglie dell’indimenticato Thomas Balsamini (il fondatore, la mente creativa e artistica del Velvet scomparsa prematuramente nel 2013), si era attivata da tempo per realizzare, nella stessa area, un progetto alternativo, nell’eventualità, mai troppo remota, di un esito negativo del contenzioso legale in atto.

velvet riminiGrazie alla disponibilità del Comune, col sindaco Andrea Gnassi, fan e super esperto del Velvet, erano state gettate le basi per far nascere, sempre a Santa Aquilina, un nuovo contenitore. “Casa della Musica e delle Arti”, si sarebbe dovuto chiamare, per ospitare spazi multifunzionali rivolti ai più e meno giovani: si doveva spaziare, sulla carta, dalla musica alle residenze di artisti, dal coworking alla formazione nello spettacolo, dalla pesca sportiva fino agli orti sociali. “Purtroppo, però, non si è riusciti a trovare un accordo con la proprietà dell’immobile per l’acquisizione dell’area”, continua amara la direzione del locale nel suo comunicato di oggi. Nel quale si prende atto di quello che, da tre anni a questa parte, si è via via rivelato più di un timore: dopo la scomparsa di Balsamini, niente è stato più lo stesso e forse mai più lo potrà essere.

“Dalla morte di Thomas- racconta infatti Chiavari- si è aperto tra noi soci e il nostro entourage un dibattito su quale potesse essere la prospettiva futura del Velvet, e non nego che l’assenza di Thomas abbia pesato sulla nostra decisione. In questi mesi avevamo anche valutato la possibilita” di trovare nuovi soci, magari dei giovani, per rinnovare e ampliare l’attività del Club; ma è impossibile immaginare oggi di proseguire la nostra programmazione nello stesso luogo una volta smontata la sala principale”. D’altro canto, “l’impossibilità di poter disporre a Santa Aquilina di una nuova struttura adeguata allo sviluppo di un progetto così ampio non ci lascia altre scelte a meno di un imprevisto colpo di scena finale”.

Alla domanda “cosa ne sarà ora del Velvet e della sua storia”, la direzione risponde: “Per il momento la nostra priorità è di portare a termine questa stagione con gli eventi che avevamo già programmato fino al 23 di aprile, il concerto dei Landlord il 16 e il concerto punk rock dei Manges il 23; poi verrà il momento dei saluti finali durante una grande festa il 20, 21 e 22 maggio, dove il Velvet sarà aperto per tutti coloro, di ogni età, che vorranno visitarlo e viverlo piena di energia e musica per un’ultima volta”.
Appunto, un’ultima volta.

Oggi stesso è partita una “call” indirizzata a tutti gli artisti, alle agenzie e alle realtà locali che in questi tre decenni sono cresciuti col Velvet, “e che in modi diversi hanno condiviso la loro creatività con la nostra affinchè – continuano dall’ormai ex quartier generale- intervengano numerosi e in maniera attiva a questa maratona di addio alla nostra sede storica”.
Sede storica “che, come già prima lo Slego, è stata innegabilmente il luogo per antonomasia della musica dal vivo e del clubbing in Italia”, rivendicano con un pizzico di comprensibile orgoglio dal Club. Tutti i ”dirigenti” assicurano che continueranno a lavorare “nell’ambito della musica e degli eventi come già è successo in occasione della Notte Rosa, del Corona Sunsets Festival e del Capodanno di Santarcangelo di Romagna”, ma, appunto, la notizia è un’altra.

“Certamente questa inaspettata notizia non passerà inosservata ed avrà un coinvolgimento a livello nazionale”, mettono le mani avanti Chiavari e i suoi.
“Continueremo anche in futuro a cercare soluzioni, alternative, idee per non disperdere un’eredità musicale e culturale che da Rimini ha conquistato il mondo. E la cui storia e attività futura saranno sempre inscindibili da Rimini. La speranza di far nascere una nuova storia del Velvet a Rimini è ancora in tutti noi”, continuano. E concludono: “A breve comunicheremo tutti gli sviluppi sull’evento finale del prossimo 20, 21 e 22 Maggio, già battezzato ”Good Bye Velvet!”, per una tre giorni di musica e festa dove sarà possibile vivere il lago, la discoteca, i camerini degli artisti”.
Ma anche, e qui ci sarà di che farsi consolare, “far propri vecchi manifesti e cimeli del Velvet e dello Slego, incontrare dj, artisti e clienti magari per una super grigliata in riva al lago e tantissimo altro”.