Roma, La ‘valle dell’inferno’ futura area shopping?

L’articolo di Ginevra Tomaselli del Liceo Dante Alighieri di Roma nell’ambito del percorso di Alternanza Scuola – Lavoro

ROMA – Valle Aurelia, quartiere poco più giù di via Baldo degli Ubaldi a Roma viene ricordato per il suo tetro soprannome ‘La Valle dell’Inferno’. Ebbene, ormai il fumo emesso dalle fornaci nei lontani anni ’40 e ’50 si sta trasformando in smog a causa delle macchine usate per la realizzazione di un centro commerciale. Il progetto, lanciato definitivamente nel 2013, prevede la costruzione di quattro piani, di cui due saranno sotterranei, comprendenti negozi di vario genere, aree ristoro ed un parcheggio annesso alla struttura. L’edificio verrà edificato su uno spazio di terra da tempo inutilizzata e farà parte di un progetto per il recupero della fornace ancora visibile; sarà affiancato anche dalla chiesa di San Giuseppe Cottolengo e, previa alcuni accordi con il comune, non verrà superata in altezza. Questa decisione non è stata molto ben accetta dai residenti e dai praticanti del rito in quanto, per delimitare l’area ed evitare lavori futuri, la chiesa ha dovuto rinunciare ad alcune comodità quali, ad esempio, l’ampia discesa utilizzata per i funerali e lo spiazzo in fondo ad essa utilissimo per lasciare la propria macchina durante le varie funzioni andando quindi a costruire un ascensore per agevolare le persone più anziane risparmiandogli le scale. Girando per il quartiere, si possono sentire i commenti più diversi in merito, soprattutto in base all’età ed alla vicinanza con il cantiere. I negozianti locali, come la signora Ivana Pompei, proprietaria di una tintoria situata a Valle Aurelia da ben 50 anni, sono costretti a lavorare con l’incessante rumore e relativo via vai di gru, scavatrici ed altre macchine di grossa carreggiata. I giovani invece vedono nel centro commerciale, che si andrà a chiamare ‘Valle Aurelia shopping area’, un nuovo modo di accrescere la fama del quartiere e farlo conoscere di più dagli altri. Le notizie rilasciate in merito dal comune o dalle società costruttrici finora non sono però che una minima parte del progetto originale: bisognerà aspettare fino al 2020 per vedere il nuovo spazio in piena attività.

di Ginevra Tomaselli – Liceo Dante Alighieri di Roma