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Lily Allen rivela il lungo calvario che ha passato a causa dello stalker che le è entrato in camera da letto

Lily AllenRoma – Lily Allen, ha raccontato per la prima volta il suo lungo calvario, durato 7 anni, a causa di uno stalker che alla fine è riuscito ad entrare anche nella sua camera da letto. Parlando con il The Observer, la cantante ha spiegato che le molestie sono iniziate nel 2009, quando Alex Grey, (di cui allora non conosceva l’identità), creò un account su Twitter usando l’hashtag @lilyallenRIP, rivendicando di esser stato lui a scrivere la famosa canzone della cantante ‘The Fear’. Tutto ciò, è stato seguito da “lettere, accuse e minacce di morte,”sia nei suoi confronti che dei colleghi e dei cari di Lily.

Dopo aver contattato diverse volte la polizia, durante un suo spettacolo ha visto qualcuno tra la folla che teneva uno striscione che riportava “Ho scritto io The Fear”. Ha telefonato subito alla polizia, la quale le ha installato un sistema anti allarme in casa lasciandoglielo però solo per poco tempo, richiedendolo indietro dopo pochi mesi. Poi, nell’Ottobre del 2015, Grey è riuscito ad entrare nella camera da letto della cantante – la quale, aveva lasciato la porta sul retro aperta dopo aver bruciato del pane. “Ho visto che la maniglia si girava, quest’uomo è entrato in camera mia e ha cominciato a strillare definendomi in malo modo e chiedendo dove fosse suo padre.” In seguito, proprio perché le era stata rubata la borsa, la polizia ha pensato si trattasse di un ladro che non aveva nulla a che fare con colui che stava molestando la Allen, fino a quando alla donna non è stata recapitata la sua borsa indietro, bruciata e con l’interno completamente tagliato.

Grey ora si trova in prigione, ma le sue accuse non coprono nulla che sia accaduto prima del 2015, perché la polizia, secondo un protocollo ha dovuto distruggere le lettere che la Allen aveva precedentemente portato come prove. “Ha intaccato il mio modo di vivere la vita,” ha detto la Allen, “non sono arrabbiata con Alex Grey, ha problemi mentali, il sistema ha fallito con lui. Fino a che non avrà il giusto aiuto da persone competenti io non sarò al sicuro. Possono averlo messo in prigione adesso, ma uscirà. E la vittima non sarà mai al sicuro.”

Fonte www.gigwise.com