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Youtube lancia la diretta streaming a 360 gradi e l’audio spaziale

ROMA – Diretta a 360 gradi e audio spaziale. Nell’era delle dirette live, Youtube risponde a Facebook e agli altri competitors facendo un passo in avanti nell’esperienza del video sharing. La piattaforma di condivisione di video nata nel 2005, infatti, grazie ad un avanzato algoritmo permetterà di unire e fondere diversi spezzoni di video per poterne creare uno panoramico da poter caricare sul proprio profilo social e fruire via web o attraverso il visore di Oculus Rift. Però “Quello che mi entusiasma di più della possibilità di raccontare storie a 360 gradi – ha scritto nel suo blog Neal Mohan, chief product officer di youTube – è l’idea di offrire a chiunque esperienze in tutto il mondo.

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Gli studenti ora possono essere presenti agli eventi in aula in tempo reale. I viaggiatori possono visitare luoghi lontani e gli esploratori possono immergersi nelle profondità marine, il tutto senza i limiti fisici imposti dal mondo reale. E i ragazzini di oggi che sognano di assistere a una partita di basket o a un concerto possono vivere in prima persona queste esperienze, anche a distanza. Quelle che una volta erano esperienze riservate a pochi, ora sono a disposizione di tutti, ovunque e in qualsiasi momento”.

Ogni evento potrà, poi, essere ascoltato con un audio speciale: una specie di sorround che permetterà di ascoltare i suoni ambientali come nella vita reale, con tutte le sfumature date da profondità, distanza e intensità.

Per permettere tutto ciò, Youtube ha collaborato a lungo con VideoStich e Two Big Ears, due piattaforme che si occupano di software compatibili rispettivamente con le dirette streaming a 360 gradi e l’audio spaziale. Queste tecnologie verranno messe a disposizione di tutte le location di Youtube Space del mondo a breve ma già musicisti, atleti e brand importanti hanno avuto la possibilità di sperimentare con la loro creatività. L’idea è quella di creare video più immersivi e partecipativi che saranno capaci di abbattere le barriere fisiche e della distanza. Una piccola rivoluzione che – come aveve predetto Marshall McLuhan – ci permetterà sul serio di diventare un piccolo villaggio globale.