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Prince è morto. Purple rain sul mondo

Prince 9ROMA –  Doveva essere una semplice influenza e invece Prince è morto. Il ritrovamento del suo corpo esanime nella sua casa di Chanhassen, in Minnesota, è un colpo durissimo per il mondo della musica. Con lui scompare uno dei più grandi artisti di sempre. Eclettico quanto intollerante la sua opera ha sfidato le convenzioni, non solo musicali, e soprattutto le major. Di lui poco o nulla di ufficiale su YouTube, pochissimo in rete. Unica eccezione Tidal, del musicista e produttore Jay Z.

Restano i pezzi e gli album firmati col nome di Prince, restano quelli creati con gli altri nomi – Tafkap, ovvero The Artist Formerly Known As Prince; The Artist; Symbol. Solo chi è stato veramente un suo fan è riuscito a seguirlo nelle carriere parallele – per stupire, per battere l’industria discografica troppo spesso solo in grado di fagocitare i suoi ‘figli’.

La sua Purple rain resta un capolavoro assoluto, la band di quegli anni, tutta al femminile, con una insuperabileApollonia Kotero Apollonia Kotero al suo fianco, un raro esempio di professionalità e bellezza. Chi è riuscito a vederlo in versione live ricorderà, per sempre, di aver assistito ad una grande performance artistica. Impossibile etichettare una sua uscita pubblica, infatti, semplicemente come concerto.

Dal soul al funk, dal jazz, al pop al rock psichedelico, Prince è stato la musica di questi ultimi decenni. Tre album negli ultimi due anni, il doppio album “Art Official Age” e PlectrumElectrum” e l’anno scorso “HITnRUN”. Prince Rogers Nelson era nato nato il 7 giugno 1958 a Minneapolis e tra poco avrebbe compiuto 58 anni. Il 2016 si conferma, con la sua scomparsa, un anno terribile per la musica. Oggi i nostri kiss sono tutti per te, addio Prince, addio piccolo folletto di Minneapolis.