Dante will rock you

L’intervista di Claudia Mattioni del Liceo Dante Alighieri di Roma

ROMA – Il liceo classico Dante Alighieri rispolvera gli amplificatori, accorda le chitarre e scalda le voci di alcuni suoi studenti: è la novità di quest’anno, ma ha già dato i suoi frutti riunendo un gruppo di ragazzi per fare musica.

Abbiamo intervistato A., uno dei membri del laboratorio musicale creato quest’anno nella scuola partendo da poche risorse, ma cresciuto in un batter d’occhio con l’arrivo di nuovi musicisti.

Dunque, tu sei uno dei membri di questo laboratorio musicale al liceo Dante Alighieri. In che cosa consiste, e cosa fate?

“Ci incontriamo una volta a settimana per circa due ore e proviamo varie canzoni. Abbiamo molti strumenti, potrei dire che siamo una band completa… ci manca solo il bassista! La nostra caratteristica è quella di provare canzoni di vario genere, a seconda del tema dell’assemblea che organizza la scuola una volta al mese. Ci siamo infatti messi d’accordo con i rappresentanti d’istituto e con i professori e abbiamo organizzato un’ “assemblea alternativa” che non facciamo in palestra (che è il luogo che ospita l’assemblea normale, ndr) e dove si parla comunque del tema designato, ma con le canzoni che abbiamo scelto e che contengono un argomento analogo. Abbiamo inoltre partecipato ad alcuni concorsi, di cui uno è ancora in sospeso”.

Che strumento suoni nella band?

“Io sono il chitarrista elettrico e mi occupo spesso degli assoli… quando non è necessario farli tendo a suonare una nota singola insieme ai miei compagni che lo fanno con le chitarre acustiche, per dare quel ‘quid’ che rende più bella la canzone, anche se non sempre nell’originale è presente la chitarra elettrica”.

Pensi che il laboratorio ti abbia arricchito dal punto di vista delle amicizie e dei tuoi gusti in fatto di musica?

“Per quanto riguarda le amicizie, decisamente sì. Ho conosciuto molte persone. Alcuni membri li conoscevo già e ho avuto quindi l’occasione di conoscerli meglio, ma ho anche fatto tante nuove amicizie. E’ anche bello che quando suoniamo all’assemblea la gente mi riconosce e si stupisce di vedermi lì, e io pieno d’orgoglio rispondo “Eh sì, sono io” (ride, ndr). In teoria le canzoni che facciamo non sono quelle che preferisco… quindi nonostante ci sia la possibilità di aprire la mente a nuovi generi musicali, io non lo faccio perché sono un “indie anni sessanta” e m’importa poco degli anni 2000!”

Quanti membri siete? E pensi che più persone aiuterebbero il gruppo a svilupparsi ancora?

“Siamo tanti, circa una decina se non di più. Visto che è un progetto non ufficiale è preso da alcuni sotto gamba, anche per motivi scolastici come lo studio… ciò comporta che a frequentare gli incontri siamo sempre noi. Io sono il chitarrista elettrico insieme a M. che però ha iniziato da poco ed è più impegnato a scuola; abbiamo tre cantanti, di cui uno è la voce più bassa e qualche volta anche rapper, un altro è una voce molto più alta, un’altra è una voce femminile; poi c’è M.A. che è l’organizzatore del gruppo e musicista, suona molti strumenti da circa 10 anni tra cui il pianoforte, la chitarra, il flauto e la fisarmonica; infine ci sono i nostri tastieristi, A. e L. Per quanto riguarda il numero di persone, secondo me non è quello il problema, ma la quantità di gente “addetta” ad un ruolo: per esempio, avere tre voci è già tanto… uno di loro potrebbe essere un bassista o un batterista. Perciò avere più membri sarebbe utile nel caso sapessero suonare strumenti che non sono presenti nella band… in termini di numero siamo tanti!”

Gli strumenti e gli spartiti li portate voi o li fornisce la scuola?

“Gli spartiti li prendiamo dai computer dell’aula professori. Gli strumenti ce li portiamo noi da casa, cavi compresi, ma gli amplificatori ce li fornisce la scuola. Al momento ne abbiamo due”.

Pensi che finito l’anno continuerete a vedervi durante l’estate per provare?

“Forse sì, ma non ci siamo ancora organizzati. Il nostro obiettivo è suonare alle assemblee, quindi vedersi l’estate potrebbe essere un’alternativa per divertirci ancora di più. Non ci avevamo pensato!”

Avete in programma di esibirvi in qualche locale per farvi conoscere?

“Avevamo pensato di suonare alla festa d’istituto, ma alla fine non abbiamo deciso in maniera ufficiale. Per ora non abbiamo in programma di esibirci altrove, dobbiamo ancora coordinarci a dovere e imparare insieme. Alcuni hanno anche cominciato da poco e altri non sono abituati a suonare insieme. Personalmente sono abituato, non solo perché frequento il laboratorio dall’inizio dell’anno, ma anche perché ho amici che suonano con me e nella mia famiglia quasi tutti suonano almeno uno strumento, quindi sono abituato a seguire”.

Pensi che suonare in gruppo aiuti?

“Suonare in gruppo è utile, perché per fare una canzone è necessaria una formazione coordinata. Nelle canzoni moderne a volte ci “inventiamo” gli strumenti quando non ci sono, perché ho notato che rispetto alle canzoni vecchie, per esempio, la chitarra elettrica è meno presente. Comunque, suonare in gruppo aiuta e lo consiglio molto”.

In conclusione, ti senti arricchito da questa esperienza?

“Assolutamente sì. All’inizio ero molto timido, quindi mi era difficile parlare con la gente. Dopo questo progetto mi viene più facile interagire, quindi penso che mi abbia aiutato molto e personalmente mi sento arricchito… anche se ripeto che dal punto di vista di gusti musicali, nonostante ci sia tantissima possibilità di aprirsi a nuovi generi, non lo faccio perché sono più attaccato alla musica che ascolto io!”

di Claudia Mattioni – Liceo Dante Alighieri