400 anni dalla morte di Shakespeare 

L’intervista di Elena De Cesare del Liceo Dante di Roma

ROMA – In onore dei 400 anni dalla morte di Shakespeare dal 19 al 20 aprile si è svolta al cinema la rappresentazione di Amleto, uno dei drammi più noti dell’autore. Lo spettacolo londinese in lingua originale, ha raccolto quasi 28mila spettatori, piazzandosi al secondo posto al box Office, secondo dietro al libro della giungla.
Abbiamo intervistato alcuni adolescenti che hanno assistito alla spettacolo i quali si sono mostrati entusiasti della proiezione, se pur con qualche appunto. Una delle intervistate si è detta euforica e coinvolta dalla storia, che già precedentemente conosceva poiché amante di Shakespeare, ma ha apprezzato particolarmente Amleto, interpretato dallo straordinario Benedict Cumberbatch, definendo l’attore a dir poco straordinario.
Un’altra intervistata, ha sottolineato l’originalità della rappresentazione, poiché è girata in un teatro, ma sopratutto dichiara la modernità dei costumi dello stesso Amleto, che sembra non voler far parte di una realtà in cui non si ritrova più, dicendo inoltre che la lunghezza delle tre ore, non pesa affatto, per la trama incalzante e per il linguaggio inglese sottotitolato, molto apprezzato. Al contrario una ragazza dichiara che, la durata del film fosse eccessiva e in alcuni punti molto lenta, ma anche lei, ricopre di lodi il protagonista.
Secondo l’ultimo ragazzo intervistato, il film è degno di essere visto, soprattutto se valutato in chiave moderna, per capire al meglio l’autore a distanza di 400 anni, per fare i paragoni con la società Shakespeariana incredibilmente moderna, poiché si tratta dell’animo umano in tumulto e dell’inadeguatezza di ognuno di noi.
di Elena De Cesare – Liceo Dante Alighieri di Roma