Stepchild, le opinioni dei giovani

L’intervista di Chiara Clemente – Liceo Dante Alighieri di Roma

ROMA – Nell’ultimo periodo, l’opinione pubblica è stata coinvolta nell’acceso dibattito sviluppatosi riguardo la “stepchild adoption”; tutte le maggiori personalità del mondo politico si sono espresse sull’argomento ma qual è l’opinione dei più giovani su un tema che coinvolge la sensibilità di ciascuno in modo così profondo? Quali sono le diverse componenti che ciascuno di noi porta in campo in un ambito che attraversa in modo trasversale tutte le componenti della società? E le nuove generazioni cosa ne pensano? Abbiamo quindi domandato a degli studenti liceali cosa pensassero a riguardo, di seguito sono le due opinioni contrastanti a riguardo

Si è molto discusso riguardo l’approvazione della legge sulla stepchild adoption, cosa pensi di questo disegno di legge?

B.M.: “Penso che sia giusto approvare questa legge in quanto ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia, a prescindere dall’orientamento sessuale, la razza o la religione dei tutori.”

M.M.: “Non sono totalmente contraria ad una futura approvazione ma credo che dovremmo sempre tener conto che avere un bambino non sia un diritto. Non possiamo privarlo così superficialmente di una figura materna o paterna, anche se a volte per cause naturali ciò accade, chi siamo noi per deciderlo a tavolino?

Pensi che con questa legge vengano comunque tutelati i diritti del bambino?

B.M.:  “Si, perché non vedo come il crescere in una famiglia omosessuale possa privare il bambino dei propri diritti, che possono essere garantiti da una coppia eterosessuale come da una omosessuale. Pensiamo anche a tutti i maltrattamenti o alle violenze che subiscono i bambini ogni giorno nel mondo: nella maggior parte di questi casi i bambini in questione sono soggetti agli abusi all’interno di una famiglia composta da una coppia etero.”

M.M.: “Penso che sia necessario prima verificare quali siano effettivamente i diritti del bambino, ma in ogni caso lo Stato che riconosce o autorizza il sistema dell’adozione dovrebbe sempre verificare che l’interesse del bambino sia la prima cosa e che non vi siano secondi fini”.

Perché pensi si dia tanta importanza a questo disegno di legge?

B.M.: ”Molte persone sono spaventate dalla sua possibile approvazione, poiché contrarie ad una liberalizzazione fuori degli schemi tradizionali della adozione di minori e spaventate dal cambiamento che ciò comporterebbe. Non mi aspetto che venga approvata di qui a poco ma credo sia ora che tutti accettino questa nuova realtà poiché di famiglie composte da una coppia omosessuale già ne esistono molte e spesso funzionano meglio di quelle tradizionali.”

M.M.: “Perche è stato visto come un disegno di legge rivoluzionario, come una forzatura sul piano sociale capace di sconvolgere la famiglia come siamo abituati a vederla; d’altra parte penso che gli sia stata data fin troppa importanza in quanto, concretamente, per i requisiti che devono avere le due podestà genitoriali per essere ammesse alla adozione, riguarda meno del 2% della popolazione.

Ti è capitato nella tua esperienza di ragazzo o di studente di affrontare l’argomento in famiglia o in ambito scolastico? Se si, che riscontri hai avuto?

B.M.: “Più volte ho discusso con i miei genitori riguardo questo argomento, e mio padre ad esempio è a favore delle unioni civili sia tra coppie etero che omosessuali ma non alle adozioni del figlio del partner in queste ultime; questo secondo me è dovuto al fatto che lui è cresciuto in un’epoca in cui le unioni omosessuali costituivano un tabù di cui neppure si poteva parlare liberamente.”

M.M.: “ Si è stato inevitabile parlarne soprattutto nei mesi scorsi quando si è discusso in parlamento riguardo l’approvazione del disegno di legge. Ho riscontrato che molti ragazzi sono convinti di quello che dicono, ma molti altri parlano con preconcetti o per sentito dire senza avere una reale opinione.

Ritieni che questa seconda parte del DDL Cirinnà riguardante la stepchild adoption possa cambiare l’immagine di famiglia che abbiamo nella nostra società?

B.M.: “Sicuramente a mio parere cambierà l’idea che tutti noi abbiamo di famiglia, ma non sarà un cambiamento migliore o peggiore, semplicemente sarà diverso.”

M.M.: “ Sicuramente si, verrebbe stravolta l’immagine di famiglia tradizionale. Bisogna però ricordare che la famiglia è un nucleo composto da persone che si vogliono bene, indipendentemente dal legame sanguigno e del sesso”.

di Chiara Clemente – Liceo Dante Alighieri