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Internet Day: al Virgilio si celebrano i 30 anni del web

Roma – Celebrato L’Internet Day. Sono già passati 30 anni da quel 30 aprile del 1986 quando, nel silenzio generale, venne inviato il primo messaggio in rete, fra il Cnuce, Consiglio Nazionale delle ricerche, di Pisa e la stazione satellitare della Comsat, Communication Satellite Corporation, a Roaring Creek in Pennsylvania.

Il primo messaggio che partiva da un computer ad un altro attraversando l’Oceano tramite satellite non fu niente di memorabile, un semplice ‘Ping’, scrissero da Pisa, al quale i ricercatori americani risposero con un ‘Ok’; un messaggio che nonostante tutto ha fatto storia.

Un anniversario celebrato in tutte le scuole del mondo, come al liceo Virgilio di Roma dove i ragazzi hanno potuto partecipare ad una lezione interattiva con il professor David Pesarin dal titolo ‘L’ignorante digitale’.

Un quiz con una serie di domande che volevano sondare la conoscenza che i ragazzi hanno del web e dei comportamenti corretti che si devono tenere sui social media e su Internet in generale.

“Diamo per scontato che i nativi digitali conoscano perfettamente tutto ciò che riguarda il web – dichiara all’Agenzia di Stampa Dire il professore – ma non è esattamente così”.

I ragazzi in aula fanno parte di quella generazione Y di nativi digitali che sono nati e cresciuti in un mondo già connesso, ma ciò non implica una piena coscienza e conoscenza del web.

“Molte cose dette le sapevo già, ma sono rimasta molto colpita dall’esistenza del deep web – ci racconta Giulia, una studentessa del Virgilio, appena uscita dalla lezione – una realtà di cui ero totalmente all’oscuro.”

L’Italia è uno dei fanalini di coda dell’Europa in quanto a innovazione digitale e accesso al web, sono noti i ritardi rispetto all’agenda digitale europea 2020, come se non bastasse con 8,73Mbps siamo al 27esimo posto su 28, Malta esclusa per mancanza di dati, nella classifica per velocità di connessione, davanti solo alla Croazia.

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Una situazione che potrà rappresentare un serio problema nel futuro prossimo, come ci tiene a sottolineare il professor Pesarin: “In molte zone Internet non arriva e i ragazzi sono costretti ad usare la connessione 3G a pagamento e questo è un grande ostacolo, oltre a creare un divario netto fra chi può fruire dei propri diritti digitali e chi no.”