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Marco Mengoni Live 2016 tra musica ed effetti speciali

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ROMA – Marco Mengoni è tornato live a Torino.
Due ore di concerto per un’esperienza sensoriale a 360 gradi che caratterizzerà anche le altre date del #MengoniLive2016, la seconda parte del tour iniziato lo scorso anno. Luci laser colorate, grafiche piene di effetti speciali e piattaforme in cui il cantante rimane sospeso mentre canta in un misto di musica e voglia di stupire.

Nonostante i tredici palazzetti su quindici già sold-out, per Marco questo tour è l’occasione perfetta per migliorarsi rispetto ai live precedenti: “Sono un insoddisfatto cronico. Finisco un disco e penso sempre che avrei potuto fare qualcosa in modo diverso, poi c’è il live che mi permette di rilavorare, di migliorare. Non essere mai contento è però la mia fortuna. Perché vuol dire che cercherò sempre di fare meglio di prima”.

E Torino, in un Pala Alpitour gremito, ha avuto un assaggio di quello che Mengoni ha preparato per il suo pubblico. Eclettico e pieno di carisma, Marco ha regalato “un concerto triathlon” – come lui stesso lo ha definito – una “maratona contro il tempo in cui non cade mai la tensione”.

La scaletta, che contiene in totale 24 brani, non presenta grossi cambiamenti rispetto alla scorsa leg e rimane strutturata sugli ultimi due lavori del cantante – “Parole in Circolo” e “Le cose che non ho” -, con qualche incursione di “Solo 2.0”.

mengoniUnica  vera e propria cover  scelta è “Freedom” di Pharrell Williams in cui Mengoni diventa corista per lasciare spazio alle sue due vocalist, Yvonne Park e Barbara Comi. Due donne perché a loro è dedicata la canzone, alle donne che la “libertà l’hanno attesa troppo”.

Le “Scalette (sono)  sempre più difficili da mettere insieme – ha confessato Marco, presentando i suoi nuovi live -. Ho semplicemente messo insieme i pezzi che istintivamente sentivo più giusti per questo tour”. È così che tra nuovi brani e pezzi riarrangiati in maniera più decisa, Marco coinvolge il pubblico ancor più della precedente leg, anche grazie all’utilizzo della sua app, e lo fa in maniera diretta stupendolo di volta in volta. È il caso dell’apertura di “Ti voglio bene veramente” in cui sospeso nel vuoto, raggiunge il centro della platea, o di altri brani in cui Mengoni abbraccia i suoi fan: “Ad occhi chiusi”, “Solo”, “Mai” e “Per sempre”. “In un giorno qualunque” , poi, suggella, invece, il momento più empatico e pieno di emozione. Per Marco, però, c’è anche spazio per brani più ballabili e funky come “I got the fear”. A chiudere le due ore di musica “Guerriero”, il pezzo che era l’apertura dei precedenti concerti e che ora è metafora di un cerchio che si chiude: “Sono cresciuto e soprattutto ho lavorato a lungo su questo spettacolo, già mentre ultimavo il precedente”.

Ma Mengoni è l’uomo delle sorprese ed è così che, quando il pubblico credeva che tutto fosse finito, la musica di “Kiss” è ripartita per fare un omaggio alla popstar scomparsa lo scorso 21 Aprile. Un fuori programma che il cantante ci teneva a fare ma che fino all’ultimo non era così certo. “Li ho fatti spesso (gli omaggi) e stavolta sarebbe scontato”, aveva detto prima del live di Torino.

E quando qualcuno gli chiede: “Oggi i palazzetti, ma a quando gli stadi?”, Marco risponde con la sua solita vena ironica: “Non c’è fretta, sono giovane possiamo aspettare un po’”. “L’obiettivo è al 2020?”, incalza qualcun altro. Mengoni ride: “per quella data mi sarò già ritirato”.

Tutte le date di questa seconda leg sono consultabili al sito http://www.marcomengoni.it