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Caccia alla vita nello Spazio: scoperti 3 pianeti gemelli della Terra

TRAPPIST-1 pianetiSono stati scoperti 3 pianeti simili alla Terra, un tris di mondi potenzialmente abitabili che potrebbero permettere acqua allo stato liquido, l’anticamera della vita come noi la conosciamo.
Non solo.
I pianeti orbitano intorno ad una stella nana a “soli” 40 anni luce dalla Terra.
Sebbene si tratti di una distanza chilometrica impressionante (parliamo di circa 380 mila miliardi di km)
in termini astronomici è abba

stanza vicino considerando che la nostra galassia, la Via Lattea, si estende per 100.000 anni luce!

I 3 pianeti di TRAPPIST-1

Gli scienziati hanno trovato il sistema planetario utilizzando il telescopio cileno TRAPPIST.

La stella che ospita il tris di mondi, una nana chiamata TRAPPIST-1, è solo poco più grande del pianeta Giove, ed è così fredda che la maggior parte della luce che emette è nell’infrarosso.

Due dei pianeti, TRAPPIST-1b e TRAPPIST-1c , sono un po’ troppo vicini alla loro stella per orbitare all’interno della zona abitabile, la regione dove l’acqua liquida può esistere in modo stabile sulla superficie.

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Su TRAPPIST-1b un anno si consumerebbe in appena 1,5 giorni terrestri, 2,4 giorni terrestri per TRAPPIST-1c.

Perché sono così vicini alla stella, i pianeti orbitano probabilmente in sincronia, con una faccia perennemente rivolta verso la loro stella.
Ciò significa che i loro emisferi continuamente “bombardati” di  luce naturale sono probabilmente troppo “cotti” per permettere alla vita di prosperare comodamente.

Il discorso cambia per il terzo pianeta.

TRAPPIST-1D ha un’orbita che ancora non è stata tracciata definitivamente, e un anno potrebbe durare tra 4,5 e  73 giuorni terrestri.

Secondo gli scienziati c’è una buona probabilità che questo pianeta si trovi nella zona abitabile.

Per ora, il team sospetta che i mondi sono solidi e forse ghiacciati, un ibrido tra la Terra e le lune ghiacciate del sistema solare esterno, come Europa o Encelado.

LA RICERCA DELLA VITA

La scoperta dei tre pianeti – pubblicata oggi sulla rivista Nature – è una notizia eccitante per gli astronomi.
Esopianeti delle dimensioni della Terra sono solitamente difficili da studiare perché sono relativamente piccoli; se orbitano intorno a stelle luminose come il nostro Sole, sono spesso sopraffatti da una intensa luce stellare, che li rende difficili da vedere e studiare.

Ma i tre pianeti descritti nello studio orbitano intorno ad una stella molto più debole del Sole e sono relativamente vicini alla Terra.

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Ciò significa che gli astronomi saranno in grado di misurare gli elementi in loro atmosfere in modo più dettagliato rispetto al passato, fornendo indizi su ciò che si trova sulle superfici sottostanti.

Questo potrà dirci molto di più sulle loro possibilità di sostenere la vita.

E una volta che il potente telescopio della NASA James Webb diventerà operativo nel 2018, gli astronomi saranno in grado di ottenere ancora più risposte sui pianeti.

Nel prossimo decennio, con gli strumenti che scrutano il cosmo sempre più potenti, gli scienziati potrebbero anche cercare i mondi in base alle loro firme di molecole associate con la vita, come l’ozono, ossigeno, anidride carbonica e metano.