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Trapianto di testa umano, il “dr Frankenstein” inizia i test sui cani

trapianto di testaIl primo trapianto di testa su un uomo è stato annunciato da Sergio Canavero, Professore all’Università di Harbin in Cina.
Il professore, che afferma di aver messo a punto una tecnica rivoluzionaria per questo intervento che ha dello sbalorditivo, eseguirà l’operazione in Cina all’Università Medica di Harbin, a dicembre 2017. Canavero è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Genetica oggi” condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano ( www.unicusano.it ).

“Il Newsweek sta per pubblicare un articolo sul trapianto di testa, dove il Prof. Michael G.Sarr della Mayo Clinic, uno dei centri di ricerca più importanti al mondo, afferma che il trapianto di testa assolutamente si può fare e con ogni probabilità avrà anche successo, anche se sarà un’impresa titanica. Nel frattempo abbiamo fatto vedere i primi animali tetraplegici che rincamminavano dopo la transezione del midollo cervicale. I ratti camminano. Adesso stiamo provando con animali più grandi come i cani, abbiamo appena iniziato. So che gli animalisti si arrabbieranno, ma purtroppo gli enti regolatori vogliono degli studi animali, quindi siamo costretti a fare qualche sperimentazione animale. Vedere questi animali tetraplegici rincamminare è stata una gioia per gli occhi”.

Per quanto bizzarra, la procedura di trapianto di testa è già stata effettuata nel 1970.

In un esperimento il neurochirurgo Robert White trapiantò la testa di una scimmia sul corpo di un’altra.
La procedura fu in una certa misura un successo: l’animale sopravvisse per qualche giorno.
Prima ancora di White, negli anni ’50, lo scienziato russo Vladimir Demikhov fu un pioniere del trapianto di teste, utilizzando i cani come cavie.

Da circa un anno il dottor Sergio Canavero è rimbalzato sulle prime pagine internazionali sostenendo di voler effettuare un trapianto di testa umana nel 2017.
Dopo aver scelto l’equipe per il fantascientifico intervento ed aver trovato un volontario, il chirurgo italiano ha recentemente annunciato di aver completato con successo la procedura su una scimmia viva.
Per il dottor Canavero si tratta di un traguardo importante verso il trapianto completo di testa umano.

L’intervento sulla scimmia sarebbe stato eseguito nella clinica universitaria di Harbin, in Cina.
L’equipe, come ha riferito Canavero, ha effettuato con successo il collegamento dei vasi sanguigni ma non ha provato ad intervenire sul midollo spinale.
La scimmia, ha aggiunto il chirurgo, è stata tenuta in vita solo 20 ore dopo l’operazione per motivi etici.

“Innanzitutto –ha spiegato Canavero a Radio Cusano Campus- abbiamo dimostrato che un midollo tagliato in maniera a-traumatica, cioè con una lama molto sottile senza danneggiare il midollo, entro 4 settimane gli animali recuperano la marcia. Questo dimostra che avevano torto tutti quelli che avevano abbaiato contro il progetto dicendo che una volta tagliato il midollo non si può più ricongiungere”.

trapianto di testa

Trapianto di testa umana – La procedura

Con l’operazione umana, il nuovo corpo verrebbe da un donatore deceduto per morte cerebrale, ma in buona salute.
Donatore e paziente avrebbero la testa separata dal loro midollo spinale, nello stesso momento, utilizzando una lama ultra affilata per dare un taglio netto.

La testa del paziente dovrebbe quindi essere posta sul corpo del donatore e fissata con quello che il dottor Canavero chiama il suo ‘ingrediente magico’ – una sostanza simile a colla detta polietilene glicole – fondendo insieme le due estremità del midollo spinale.
I muscoli e i vasi sanguigni verrebbero collegati mediante piccoli tubi (anastomosi vascolare).

Il paziente sarebbe poi mantenuto in coma per 28 giorni al fine di impedirgli i movimenti e permettere a corpo e testa di guarire insieme.
Al suo risveglio, il paziente dovrebbero essere in grado di girare il collo.
Forti farmaci immunosoppressori dovrebbero impedire il rigetto.

trapianto di testa

Al risveglio, il paziente deve essere in grado di muoversi, sentire la faccia e parlare con la stessa voce.
Ma entrambi gli esperti ammettono che ci sono molte difficoltà tecniche da superare durante il collegamento del sistema nervoso con i vasi sanguigni e il midollo spinale e che avranno bisogno di progettare attrezzature specialistiche per avere una possibilità di eseguire un trapianto di testa efficace su un essere umano.
E gli enti etici potrebbero ostacolare la procedura innovativa e controversa.
I critici dicono che i piani del dottor Canavero sono ‘pura fantasia’, tanto da avergli affiabbato il soprannome “dottor Frankenstein”.