“Capire l’Amore”, gli adolescenti insegnano l’educazione sessuale


capire l'amore“L’omosessualità è una malattia? No, non lo è. L’omosessualità è una preferenza ma soprattutto è una questione privata. E l’omofobia? E’ un sentimento molto negativo”.
A rispondere a queste e a tante altre domande sul sesso, l’amore e l’affettività sono gli studenti delle scuole medie de Curtis – Ungaretti di Ercolano, nel napoletano, protagonisti del progetto pilota “Capire l’Amore”.

Guidati da tre donne campane, la ginecologa e consulente sessuale, Raffaella De Simone, membro della FISS Federazione italiana di sessuologia scientifica, Tonia Formisano, matematico specializzato in calcolo statistico, e Simona Petricciuolo, giornalista, i ragazzi sono saliti in cattedra in occasione della manifestazione di chiusura delle giornate di studio, che si è svolta oggi ad Ercolano, per un’insolita lezione sull’educazione sessuale rivolta a coetanei, docenti e genitori.



Malattie sessualmente trasmissibili e contraccezione, amore ed affezione, sesso e rapporto con l’altro: è la peer education o educazione tra pari l’obiettivo di “Capire l’Amore”, progetto pilota che si è svolto nel corso di 12 lezioni da gennaio ad aprile.
Le line guida sulla sessualità, prodotte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono il fil rouge di un ciclo di incontri che sarà replicato anche il prossimo anno ad Ercolano, a San Giorgio a Cremano e progressivamente in diverse scuole del Sud.



Mentre l’educazione sessuale, infatti, è obbligatoria in tutti i Paesi dell’Unione Europea, a partire dai 4 anni nei Paesi scandinavi, solo 6 nazioni europee oltre all’Italia non danno indicazioni in merito alle scuole.
Dal prossimo anno, con “Capire l’Amore” sarà poi possibile aprire nelle scuole degli sportelli di ascolto per consulenze gratuite e personali riservate ai giovanissimi studenti.

L’intento dell’ideatrice del progetto, Raffaella De Simone, è invertire questa tendenza ed affrontare i temi della sessualità e dell’affettività per “riscattare un territorio difficile”.
Aprirsi ed utilizzare risorse che questi ragazzi hanno – ha spiegato De Simone all’agenzia Dire – per dimostrare affetto e dichiarare amore e” di fondamentale importanza per l’abbattimento di quegli stereotipi culturali che purtroppo ci imbrigliano quotidianamente”.



“Il Progetto ‘Capire l’Amore’ – ha detto – parte dalla mia caparbietà, non è un invenzione ma è semplicemente la voglia di mettere la mia competenza di ginecologa e sessuologa al servizio degli studenti adolescenti, che si trovano nella fascia d’età più complessa. Ho cercato di parlare ai ragazzi con naturalezza, lasciando da parte ogni tabù. Gli studenti hanno risposto inaspettatamente molto bene, l’obiettivo più importante è stato raggiungere un adeguato livello di educazione tra pari, l’educazione più alta e grazie ala quale si ottengono i migliori risultati in termini culturali”.

Fabiana Esposito, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo de Curtis – Ungaretti ha ricordato come oggi i ragazzi “siano sprovvisti di conoscenze non solo riguardo al sesso e alla sessualità ma anche rispetto alla gestione dell’affettività. I ragazzi sono stati entusiasti delle attività e delle modalità con cui sono state svolte, hanno modificato quasi tutti la propria visione della gestione delle emozioni nel rapporto con l’altro sesso”.



Alla manifestazione di chiusura del progetto stamane era presente anche il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, secondo cui “in città abbiamo cominciato ad affrontare con il giusto riguardo tematiche che fino a poco tempo fa erano completamente tenute fuori dalla scuola. Di questo ringrazio i docenti e tutti quanti hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa”.