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Università troppo care, e gli studenti propongono ”don’t tax me now”

UniversitàROMA – Sembra giunto al pettine – finalmente, almeno per tutti le famiglie italiane – il nodo delle tasse per l’iscrizione alle Università. Tra le più alte d’Europa, la tassazione universitaria italiana – autonoma per ogni singolo ateneo e spesso sganciata dai criteri di progressività rispetto ai redditi delle famiglie – rischia di diventare il vero ostacolo ad un accesso allo studio democratico.

Novità sul fronte ‘caro tasse’ università potrebbero arrivare presto, forse anche nelle prossime settimane, ha annunciato solo qualche giorno fa il premier Matteo Renzi. All’orizzonte una ri-sistematizzazione delle borse di studio e con buona probabilità una vera e propria ‘no tax area’ per le famiglie meno abbienti. In Italia, giusto per ricordare alcune cifre, solo il 10% degli studenti è esente dalle tasse e solo l’8% ottiene una borsa di studio. In Europa le cifre sono ben altre,  ad usufruire delle borse di studio in Spagna sono il 19% degli studenti e in Francia il 27%.

Aspettando le decisioni del governo dall’associazione studentesca Link-Coordinamento Universitario sono arrivate le prime proposte. “Abbiamo lanciato la campagna ”don”t tax me now”, una proposta completa in tema di tassazione che è uno dei cardini del nostro programma in vista delle prossime elezioni per Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, previste il 18 e 19 maggio- ha dichiarato Alberto Campailla, portavoce del coordinamento- la nostra proposta vuole da un lato assorbire il forte aumento della tassazione derivato dall’introduzione del nuovo ISEE dall’altro rendere l’università italiana davvero accessibile a tutti. In particolare, per l’accesso all’università, chiediamo una no tax area fino a 28000 euro di ISEE che significherebbe esentare il 39% degli studenti come avviene in molti paesi europei. Il costo dell’operazione è di 650 milioni di euro, che dovrebbero derivare da un incremento dell’FFO. Chiediamo inoltre una tassazione realmente progressiva e maggiori tutele per gli studenti part-time”. “Riteniamo che la tassazione debba essere legata solamente al reddito ISEE e non al corso prescelto o al numero di esami conseguiti – ha poi concluso Campailla – è notizia di questi giorni che gli atenei di Pisa e Padova hanno accolto molte delle nostre richieste riducendo sensibilmente la tassazione per gli studenti meno abbienti e stiamo elaborando una proposta anche sugli Atenei di Bari, Napoli, Torino e Salerno”. “Abbiamo presentato una proposta per la tassazione universitaria – si legge ancora nella nota diffusa da ”Link”- e stiamo raccogliendo 50.000 firme per la legge di iniziativa popolare All In per il diritto allo studio”.