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Al The Coordinator, arriva l’album del debutto

Cover Join The CoordinatorROMA – “Join the Coordinator” è l’album di esordio di Al The Coordinator (nome d’arte del cantautore Aldo D’Orrico), uscito, solo qualche giorno fa, in tutti i negozi di dischi e digital download (prodotto dallo stesso Al The Coordinator, Gas Vintage Records e La Lumaca Dischi con distribuzione Goodfellas): un itinerario di dieci tracce che racconta le storie di personaggi diversi tra loro, in un’atmosfera chiaramente riconducibile alla tradizione folk di derivazione anglosassone e americana.

Al The Coordinator è profondamente immerso nella cultura musicale odierna, ma ha scelto, per questo suo lavoro, un arrangiamento che rimanda alla cultura country, con variazioni bluegrass e uno skyline old time. L’album, registrato al Gas Vintage Studio di Roma e missato al KAYA Studio di Cosenza, vuole fare immergere l’ascoltatore in una dimensione fatta di montagne, di boschi e di una ritrovata, salubre, solitudine. La città rimane accanto, vicina, non viene vista come un posto dal quale fuggire, ma come luogo da ridisegnare. In questa cornice trovano la giusta collocazione strumenti come la chitarra acustica, il banjo, il mandolino –  suonati da Aldo D’Orrico – la pedal steel guitar e il mandolino (Alessandro Valle), il basso (Sante Rutigliano), il fiddle (Andrea Ruggiero) e strumenti di stampo più moderno come l’organo Hammond e il piano Wurlitzer (Leo Pari).

Il percorso d’ascolto dei brani, scritti da Aldo D’Orrico (eccetto i tradizionali “Salt Creek”,  “Work on a building” e “Girl From The North Country” di Bob Dylan) parte con il racconto di momenti di smarrimento e prese di coscienza, come accade in “The Shepherd’s Walk” e in “Golden (Or Life On Your Own)”, ma anche di amore, ricordi ed emozioni (“Erwin Last Passion” e “The Mist”). Emozioni che bussano al cuore e che rispondono all’urgenza di comporre canzoni in “Pickin’ On My Heart”. Da sfondo alle altre tracce, “Salt Creek”, un omaggio, come “Working On A Building”, alla tradizione americana old time e bluegrass con la prima, e gospel con la seconda. La solitudine di “Really Cares About”, apre la strada alla versione di Al The Coordinator di “Girl From The North Country”, uno dei grandi classici di Bob Dylan. Il disco chiude con le preghiere di un cacciatore, “The Hunter’s Prayer”(presente nella compilation Calabrians CityRockers vol.1), ossessionato dalle voci che lo inseguono.

Tracklist: “The Shepherd’s Walk”, “Golden (Or Life On Your Own)”, “Erwin Last Passion”, “The Mist”, “Pickin’ On My Heart”, “Salt Creek”, “Really Cares About”, “Girl From The North Country”, “Working On A Building”, “The Hunter’s Prayer”.

Queste le prossime date live : 5 maggio – Roma – ‘Na Cosetta; 6 maggio – Campobasso – Caffè Letterario Livre; 7 maggio – Putignano (Ba) – Birreria Oi!; 8 maggio – Cosenza – Teatro dell’Acquario.

BIO – Aldo D’Orrico nasce nel 1979 a Cosenza, possiede una voce acuta e graffiante, tale da rovinare le pareti dei luoghi in cui si esibisce. Romanticamente innamorato del metal (tra le sue prime passioni) e fortemente predisposto alla musica d’autore, all’età di 13 anni imbraccia la sua prima chitarra. Diventa chitarrista dei Miss Fraulein, dalla cui formazione nascono due album autoprodotti (“Tob was my monkey” e “Aprofessionaldinnerout”) e un terzo per Mk records e Indipendead records, “The secret bond”. Il gruppo si esibisce in di concerti in tutta Italia e partecipa ad importanti festival quali l’Heineken jammin’ festival, l’Ypsigrock, Arezzo Wave e altri. Aldo prende lezioni dal maestro Lutte Berg e perfeziona i suoi rudimenti di blues e rock’n’roll nei Texaco jive di J.J. Guido, vera formazione-scuola per musicisti, che diventa internazionale quando la band è chiamata ad accompagnare le tournée italiane della cantante newyorkese Amy Coleman. Innamorato di Beatles, Pink floyd, Beach boys e Flaming lips, ma anche di folk, blues e R’n’r, scopre il Bluegrass, fondamento di molta musica made in Usa. Nel 2008 fonda insieme a Mario D’Orrico (mandolino) i Muleskinner boys, con cui porta in giro il verbo del bluegrass; genere, questo, di cui apprende i segreti dal grande chitarrista acustico Russ Barenberg. Fa inoltre parte con la sua chitarra del progetto Kyle di Michele Alessi (Captain Quentin) e dell’ensamble 4+20 con Mirko Onofrio e Stefano Amato (entrambi nella Brunori Sas). Al the Coordinator è l’ultima declinazione della musica di Aldo. Blues, bluegrass, folk, tutto si fonde nella sintesi di chitarra e voce che è alla base del suo orizzonte sonoro.