Lo strano castello di Mondavio

Lo strano castello di Mondavio

 

Lo strano castello ha una forma diversa dal solito: ottagonale e con le pareti a “V” per non far salire i nemici. Questo mi è apparso all’inizio un abbellimento, anche per il colore che richiama il sole.

All’interno è invece tutto diverso, è angusto e c’è ovunque puzza di muffa. Mi sono sentito veramente come se mi trovassi nel passato grazie alla ricostruzione dettagliata e accurata di scene quotidiane che sembravano stessero accadendo in quel momento.

Nei sotterranei del castello posti piccoli e bui mi hanno fatto venire in mente le guerre, i soldati pronti a combattere in qualsiasi momento e sempre con le armi in mano, a girare avanti e indietro, nell’ “attesa” di un attacco nemico.

Ai lati del piccolo corridoio sbarre di ferro impenetrabili e massicce mi hanno fatto pensare a tutti i poveri incarcerati, lì sotto, per tutta la vita, soprattutto nel periodo in cui la chiesa di Roma prese possesso del castello e trasformò tutte le stanzette in carceri strette che “ospitavano” molti condannati.

Poi le sale della tortura mi hanno fatto tornare in mente tutte le violenze messe in atto dalla Chiesa in quel periodo ma anche quelle più recenti del nazismo. Non con gli stessi strumenti ma proprio per questo, secondo me, le violenze naziste sono state più gravi, ma non divaghiamo e torniamo al castello.

Salendo all’ultimo piano si apre il salone con tutte le armi antiche che portano il sudore e la paura dei soldati in battaglia, protetti dalle armature ma sempre in pericolo, pronti a sparare dalle feritoie, dai piccoli buchi dove erano posizionati i cannoni e le altre armi.

Uscendo dal salone ho sentito una brezza leggera ma forte del vento che soffiava incessante e batteva dritto sul castello che sembrava, visto da lontano, una lucertola sdraiata a prendere il sole con quella forma ad ottagono e a “V”, sempre pronto alla battaglia.

Davide Giangiulio

Classe 2^ C Scuola Sec. di I grado Casoli

Istituto Comprensivo “G. De Petra” – Casoli – Ch

 

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