Immigrazione in Italia

Immigrazione in Italia

 

Riflessioni di un giovane sul grave fenomeno della migrazione che preoccupa in particolare l’Italia in questi mesi”

La gravità della migrazione non è il fenomeno in sé, ma la dimensione.

Durante il corso della storia, anche il popolo italiano è emigrato, soprattutto in America.

Invece, negli ultimi anni, questo è successo a molte persone del continente africano che scappano da fame, miseria, guerre e sbarcano al sud del nostro Paese.

Inizialmente, gli sbarchi avvenivano in maniera “graduale”, magari un barcone al giorno, mentre adesso sono davvero eccessivi.

Molte persone muoiono durante quello che dovrebbe essere il viaggio della salvezza, e tutto questo succede perché non si riesce a gestire una quantità così elevata di sbarchi e di persone.

Ma perché l’Europa se ne è accorta solo qualche mese fa?

Perché i migranti sono arrivati anche sulle coste della Grecia e della Francia, diretti in Germania o in Inghilterra..e la signora Merkel non ne vuole così tanti (o forse non li vuole del tutto?..)

Però, se questo succedeva in Italia soltanto, non c’era nessun problema..

E perché l’Italia (magari aiutata dall’UE) non ha fatto niente per garantire la sicurezza sui barconi?

Forse vuol dire che qualcuno ha un interesse in tutto questo..è agghiacciante.

L’interesse dovrebbe essere messa da parte quando c’è in ballo la vita di così tante persone.

Io non sto dicendo di respingere i barconi di immigrati, ma almeno di tutelare la sicurezza di essi..se si vuole fare una cosa, è meglio farla bene, o altrimenti non farla..

Perché la vita delle persone non dovrebbe mai venire dopo un interesse economico o politico.

È vero che non tutti i migranti stanno scappando da una condizione non vivibile, forse è per questo motivo che molta gente non è favore all’immigrazione.

Vorrei dire a tutti i migranti che scappano per la paura di affrontare le situazioni o per trovare una condizione migliore senza faticare, che i problemi non si risolvono fuggendo.

I problemi si risolvono lottando per ciò che si ritiene più giusto, anche con l’aiuto di altri Paesi, perché, se si continua così, l’Africa diventerà un continente disabitato e l’Europa uno troppo popolato, e sorgeranno altri problemi.

In più, non bisognerebbe lasciare inguaiati gli altri Paesi europei che non si chiamano Germania, cara signora Merkel, per poi intervenire solo quando questi guai potrebbero presentarsi anche nel suo Paese “perfetto”.

Esiste anche il senso di solidarietà, il quale consiste nell’aiutare il prossimo senza ricevere niente in cambio, e penso che la cancelliera non abbia questi problemi.

Guardare agli interessi personali è importante, ma questo non esclude che non ci si debba curare degli altri, perché, volendo o no, ci si convive.

Chi non pensa così, farebbe bene a trasferirsi in Alaska.

Betti Silvia, classe 5^AM, I.S.S.S “Serafino Riva”, Sarnico (BG)

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