I (preoccupanti) record del riscaldamento globale

I (preoccupanti) record del riscaldamento globale

 

Il riscaldamento globale è un recente fenomeno, cominciato di pari passo con la crescente industrializzazione del mondo, per il quale la temperatura media della Terra e degli oceani aumenta sempre di più, con gravi danni ambientali, e drammatiche conseguenze sull’uomo, sugli animali e su tutte le specie viventi della terra.
Ormai quasi tutta la comunità scientifica è concorde nell’affermare che il riscaldamento globale è in costante aumento e che questo fenomeno sia stato causato dalle attività umane che aumentano le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera: industrie, deforestazione, combustione di combustibili fossili, ma anche agricoltura e soprattutto allevamento intensivi, dunque su scala industriale.
Varie sono le conseguenze a livello globale, dall’aumento del livello del mare con conseguente rischio di inondazioni all’espansione di aree subtropicali e desertiche e fiumi prosciugati, dal ritiro e scioglimento dei ghiacciai alla maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi, dal rischio di estinzione di molte specie animali ai pericoli per le attività umane (come ad esempio la produzione agricola). Detto questo, attualmente le condizioni atmosferiche stanno peggiorando parecchio rispetto agli anni precedenti, infatti, secondo l’Ente spaziale americano (NASA) lo scorso febbraio c’è stato il più alto aumento di temperatura rispetto alla media mensile (che viene calcolata con riferimento al periodo compreso tra il 1951 e il 1980) mai registrato: ben 1,35 gradi.
La situazione è ancora più preoccupante se osserviamo i dati da ottobre 2015 a febbraio 2016, che hanno registrato tutti un innalzamento sopra la media di oltre 1 grado (1,06% ottobre; novembre 1,02%; dicembre 1,11; gennaio 1,36; febbraio 1,35). In Italia, non si vedeva un febbraio così caldo da 200 anni e più precisamente dal 1800, cioè da quando si eseguono osservazioni strumentali nel nostro paese. Soprattutto in Abruzzo, Molise, Lazio, Campania Basilicata e Puglia le temperatura si sono alzate addirittura di più di 3 gradi sopra la media.
Per frenare il riscaldamento globale purtroppo gli sforzi intrapresi finora sono stati pochi e troppo poco incisivi: il protocollo di Kyoto (in cui peraltro gli Stati Uniti, grandi “inquinatori” del mondo erano assenti), la COP15 a Copenhagen e la conferenza sul clima di Cancun non hanno portato ai risultati sperati. C’è chi ipotizza un “ritorno alle origini” fermando la crescita ed addirittura intraprendendo un percorso di decrescita, ma forse, senza esagerare, basterebbe utilizzare tutte le conoscenze acquisite finora per promuovere uno sviluppo sostenibile, che sappia fare buon uso delle fonti energetiche rinnovabili.

Alice Jennifer Ruffo
Classe 1B – Liceo Classico “Galileo” di Firenze

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