La partita infernale

La partita infernale

 

Era ormai l’ultimo quarto d’ora della partita su un infido campo di periferia pieno di fango e pozze d’acqua. D’altra parte aveva continuato a piovere per tutta la partita ed eravamo completamente interrati fino al collo, alcuni anche la testa. Eravamo inchiodati sullo zero a due dalla fine del primo tempo e ormai sembrava che non potessimo far niente per evitare una sconfitta infamante contro gli ultimi in classifica. Avevamo giocato peggio di loro, però, questo va detto. Nell’intervallo il mister si era arrabbiato con noi: avevamo fatto davvero schifo! Dopo qualche minuto eravamo ritornati in campo con più cattiveria e infatti eravamo stati tutto il tempo nella loro metà campo. Alla fine il nostro centravanti con un supertiro dalla distanza riuscì a insaccare il pallone in rete e ritrovammo la fiducia. Mancavano soltanto dieci minuti e il nostro esterno era partito sulla fascia con un po’ di difficoltà per via delle pozze, ma era riuscito ugualmente a metterla in mezzo nell’area di rigore dove si trovava il nostro centravanti, pronto a buttarla dentro: infatti fu così, in girata, un altro gol pazzesco! Eravamo incredibilmente sul due a due, mancava solo qualche manciata di secondi dell’orologio e l’arbitro era pronto a fischiare per non farci vincere ma, proprio in quel momento, di nuovo il nostro centravanti aveva tirato da fuori area: la palla prese uno strano effetto e con un po’ di fortuna finì per beffare il portiere per la terza volta di seguito. Avevamo vinto, avevamo festeggiato sotto la curva ma ora ci aspettava la partaccia del mister! La lavata di capo (e non ne avevamo bisogno, inzuppati fradici come eravamo) arrivò puntuale, ma abbiamo imparato che non bisogna arrenderci mai ma dobbiamo impegnarci sempre fin dal primo minuto, senza mai dare per scontata la vittoria, indipendentemente dall’avversario.

Michelangelo Toti
Classe 1E – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze

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