La Rocca di Mondavio

La Rocca di Mondavio

 

Un fastidioso odore di muffa ci accoglie nella rocca, fortezza rinascimentale, e il freddo mi fa rimettere la giacca.

Nella biglietteria due piccolissime finestre, un pozzo chiuso e qualche cannone mi danno l’idea di stare in galera. Infatti, la guida ci spiega che la fortezza, dopo esser diventata proprietà del papa, diviene una vera e propria prigione.

Un leggero eco nella rocca mi provoca la sensazione di nullità, di vuoto. Per salire al piano di sopra, scalini scivolosi e stretti mi fanno venire l’angoscia.

Arrivati nella sala da pranzo, statue, simili a persone vere, siedono a tavola e mangiano. Sulle loro facce, i sorrisi mi regalano un po’ di gioia in questa fredda rocca.

Lo stemma della famiglia “Della Rovere” appeso al muro dona un po’ di vita alla fortezza.

Al quarto piano una collezione di armi e armature del Rinascimento mi fanno immaginare la guerra di allora. Scendendo al primo piano troviamo la cucina e tanti servi al lavoro, le pagnotte finte nel forno mi fanno venire fame. Poi un lungo, umido e freddo corridoio ci conduce alla cavalleria e alla stanza delle torture che suscita in me pena e tristezza verso i condannati.

La mia descrizione potrebbe far pensare che conservo un ricordo negativo del luogo, ma a dire la verità mi sono divertita e ho scoperto cose nuove, mi è sembrato di essere nel film “Ritorno al futuro”.

 

 

Ricchiuti Anastasia

Classe 2^C Scuola Secondaria di I grado – Casoli

Istituto Comprensivo “G. De Petra” – Casoli – Chieti

 

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