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Usa, primo trapianto di pene eseguito con successo

15 ore in sala operatoria per il primo trapianto di pene negli USA.

I chirurghi del Massachusetts General Hospital hanno effettuato il delicato intervento per aiutare Thomas Manning, il paziente 64enne che aveva perso l’organo in seguito ad un cancro.
“Voglio tornare ad essere quello che ero”, ha detto Manning in un’intervista al New York Times.
I medici sono cautamente ottimisti sul fatto che l’uomo alla fine sarà in grado di urinare normalmente e riacquistare la funzione sessuale, per la prima volta da quando un tumore del pene aggressivo lo portò all’amputazione dell’organo nel 2012.

Anche il suo stato psicologico giocherà un grande ruolo nel suo recupero.

Gli obiettivi di questa operazione, secondo il dottor Dicken Ko, che ha co-condotto la squadra chirurgica, sono stati tre: ricostruire gli organi genitali naturali, consentire al paziente di urinare normalmente e, si spera, aiutarlo a ritrovare il funzionamento sessuale.

Manning si è candidato volontariamente per l’intervento.
La motivazione di fare volontariato per questa procedura sperimentale è stata semplice.
“Perché hanno tagliato il mio pene. Molto semplice. Molto, molto semplice”, ha detto in un’intervista telefonica.

Ma anche il tipo di lesione che aveva è stato un fattore importante: poiché parte del suo pene era stata chirurgicamente rimossa, il resto dei vasi e nervi erano conservati, facilitando l’operazione.

Il trapianto di pene negli USA è un intervento sperimentale, parte di un programma di ricerca con l’obiettivo finale di aiutare i veterani di guerra con gravi lesioni pelviche, così come i malati di cancro e le vittime di incidenti.

La perdita di un pene, sia per cancro, che incidenti o lesioni di guerra, è emotivamente traumatica, colpisce la minzione, l’intimità sessuale e la capacità di concepire un bambino.
Molti pazienti soffrono in silenzio a causa dello stigma che questo tipo di amputazione comporta, e a livello psicologico può condurre l’individuo ad uno stato di grave depressione.

“Oggi comincio un nuovo capitolo pieno di speranza personale e speranza per gli altri che hanno subito lesioni genitali – ha dichiarato Manning – Nel condividere questo successo con tutti voi, la mia speranza è che possiamo inaugurare un futuro luminoso per questo tipo di trapianti”.

Il trapianto di pene è un’operazione complicata.
L’organo ha molti vasi sanguigni e terminazioni nervose, e nell’intervento deve essere anche collegata l’uretra alla vescica e la prostata.
I chirurghi plastici sono in grado di eseguire la ricostruzione del pene con la propria pelle di un paziente, ma il trapianto di un organo intero è più complicato.

trapianto di pene

L’identità del donatore deceduto non è stata rilasciata.

L’operazione è altamente sperimentale, attualmente esiste un solo altro caso riuscito di trapianto di pene nel mondo.
Ma negli USA già quattro ospedali hanno ottenuto il permesso dalla United Network for Organ Sharing, che sovrintende il sistema trapianti della nazione, di tentare il delicato intervento.

Nel dicembre del 2014, Andre van der Merwe, chirurgo della Stellenbosch University e del Tygerberg Hospital del Sud Africa, eseguì un trapianto di pene, con un’operazione durata circa 9 ore.

Il paziente rimasto anonimo, il destinatario del primo trapianto di pene del mondo, aveva perso l’organo quasi nella sua totalità a causa di una circoncisione fallita.
Era rimasto con solo 1 cm del suo organo originale. All’epoca era 18enne e e sessualmente attivo.

Il paziente sudafricano, oggi 22enne, è diventato lo scorso anno papà.

Ci sono stati tentativi di trapianto di pene nel passato, tra cui uno in Cina.
Sebbene si rivelò un successo chirurgico, il pene fu rigettato appena due settimane dopo l’operazione, lasciando un trauma psicologico nel paziente 44enne.