spazio e scienza

Robot per archeologia subacquea, primo esperimento in Sardegna

robot acquaticoROMA – Svolta nel mondo dell’archeologia, subacquea e non solo. In funzione da oggi, per il primo esperimento del genere in Europa, un moderno robot acquatico in grado di vedere, grazie al suo sistema di ecoscandaglio, a dieci metri di profondità dal livello del fondale. Il test di oggi ha preso avvio nello stagno di Santa Giusta in provincia di Oristano. Obiettivo dei ricercatori l’antica città fenicia di Othoca.

Il robot è nato ed è impiegato grazie alle sinergie tra l’Ismar Cnr di Bologna, il Consorzio Pro ambiente, l’Iamc di Torre Grande, l’Università di Cagliari, la Sovrintendenza della Sardegna e il Comune di Santa Giusta. I ricercatori sono stati subito premiati con il ritrovamento di alcune anfore ancora piene. Vasi e contenuti sono stati immediatamente inviati a Cagliari per studi più approfonditi.

Il moderno ‘sottomarino’ in miniatura è simile ad un catamarano che, grazie ad una sofisticata tecnologia, può essere pilotato da terra e trasmettere le immagini acquisite con il meccanismo delle onde sonore. Una volta elaborate le immagini daranno vita ad un scenario tridimensionale ricostruendo luoghi e ‘paesaggi’ che altrimenti l’uomo non sarebbe in grado di osservare.

Esperimento simile, anche se in questo caso il robot non era sottomarino, era stato già condotto nel sito di Mont’e Prama, sempre in Sardegna, per la ricerca delle statue dei giganti. Al posto dell’ecoscandaglio fu utilizzato il georadar. “Il robot acquatico e’ un apparecchio costruito utilizzando tecnologia tutta open”, hanno spiegato stamane i ricercatori Fabrizio del Bianco, del Consorzio Pro ambiente, e Giuseppe Stanghellini, dell’Ismar, l’Istituto di scienze marine del Cnr di Bologna. “Nasce come strumento per la geofisica, per lo studio delle stratificazioni del fondale e che adesso ha anche questa importante applicazione nel campo della ricerca archeologica”.