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Palermo 23 maggio, studenti nell’aula bunker per ricordare Falcone

palermo 3PALERMO – È tutto pronto nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo dove sta per iniziare #palermochiamaitalia, la manifestazione che unisce 8 piazze d’Italia, 50mila studenti e migliaia di cittadini e volontari per dire ‘no’ alla mafia. L’evento vuole ricordare il 24esimo anniversario della strage di Capaci, ad opera di Cosa Nostra, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e 3 membri della scorta.

Le prime autorita’ giunte nella sede che fu del maxi processo sono state i ministri della Giustizia e dell’Istruzione, Andrea Orlando e Stefania Giannini, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Maria Falcone, il presidente della Commissione Antimafia, Rosi Bindi e il neo capo della Polizia, Franco Gabrielli. I ministri Giannini e Orlando prima di recarsi all’interno dell’aula hanno fatto tappa al villaggio della Legalita’ allestito nei pressi del penitenziario, dove scout e coccinelle hanno mostrato loro manufatti e decorazioni legati al tema della lotta alla mafia. Per l’occasione e’ stata esposta anche la pagella scolastica di Giovanni Falcone, quando era uno studente di un liceo palermitano.

“La comunita’ della scuola italiana e’ lo strumento piu’ forte e potente che abbiamo per combattere la criminalita’, le mafie e costruire la cultura dellapalermo 2 legalita’”. Cosi’ il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini al suo arrivo all’aula bunker del carcere Ucciardone. “La scuola- ha aggiunto il ministro- e’ il luogo in cui si puo’ fare un’educazione complessiva al rispetto delle regole. L’ignoranza che genera paura e’ il nemico che dobbiamo combattere”.

“La mafia non ha mai abbandonato questa terra – ha detto il neo capo della Polizia, Franco Gabrielli – e nemmeno l’intero territorio nazionale. Perche’ questi fenomeni credo che purtroppo non debbano essere trattati in maniera localistica, regionalistica. Oggi il tema della criminalita’ organizzata e’ un tema nazionale e transazionale e se si pensava che la criminalita’ organizzata avesse assunto soltanto i connotati di una pervasivita’ economica e finanziaria, i fatti dei Nebrodi riconducono ad una realta’ per cui la violenza e la militarizzazione del territorio, la sopraffazione e l’arroganza sono temi attuali con i quali fare i conti”.