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Il verde in città: Nord batte Sud. Ecco i luoghi più green d’Italia

ROMA – 31,1 mq di verde urbano. E’ quanto ha avuto a disposizione ogni abitante italiano secondo i dati Istat relativi al 2014. L’indagine censuaria chiamata ‘Dati ambientali nelle città’ ha preso in riferimento 116 Comuni capoluogo di provincia. Ad avere la meglio in fatto di ‘verde’ sono stati i cittadini del Nord: in media pari a 34,8 mq anche grazie alla buona dotazione di Trento (401,5 mq), Sondrio (312,4), Pordenone, Gorizia e Verbania (tutte con valori superiore ai 100 mq pro capite).

Al Centro, dove la media scende a 22,7 m2 per abitante, solo una città su quattro ha una dotazione superiore; Terni, in particolare, raggiunge i 149,2 mq pro capite. Nel Mezzogiorno le buone dotazioni in alcune città contribuiscono ad elevare la disponibilità media di verde urbano della ripartizione (33,7 mq per abitante): in particolare quelle dei capoluoghi lucani (Matera, in virtù della presenza del parco archeologico delle chiesi rupestri, e Potenza per l’area forestale comunale della foresta della Pallareta). Tuttavia quasi un terzo dei capoluoghi del Sud e delle Isole dispone di meno di 9 m2 per abitante.

sentiero alberi strada

Le aree del verde storico e dei parchi ville e giardini di non comune bellezza – che distinguono i paesaggi urbani nazionali – rappresentano in media circa un quarto del verde urbano, segnala Istat, le aree boschive oltre il 20%, quelle a verde attrezzato il 14%, i grandi parchi urbani e le aree di arredo entrambe circa il 10%. Gli alberi monumentali (una delle componenti del verde tutelata dal Codice dei beni culturali) sono presenti in 67 città capoluogo.  Lo strumento di gestione del verde urbano più utilizzato dalle amministrazioni è il censimento del verde (lo realizzano circa 3 città su quattro). In 25 capoluoghi viene svolto un monitoraggio finalizzato alla messa in sicurezza delle alberature.

A Pavia, Lodi, Cremona e Matera tutte le componenti considerate (verde urbano, aree protette e Sau) presentano densità superiori alla media dei comuni capoluogo, prosegue Istat. Elevate dotazioni per Sau e verde urbano qualificano cinque città padane (Vercelli, Vicenza, Padova, Reggio nell’Emilia e Modena) insieme a Firenze e Potenza: sono realtà urbane dove la tradizionale destinazione agricola dello spazio rurale subisce la competizione delle trasformazioni della forma delle città. Le 12 città in cui l’incidenza del verde urbano e delle aree naturali protette è superiore alla media sono in maggioranza centri urbani di medio-grandi dimensioni; in sei casi si tratta di grandi comuni1: Trieste, Roma, Napoli, Reggio di Calabria, Palermo e Cagliari. Sono tutti contesti dove le aree uniche di rilevante pregio sono state nel tempo sottoposte a tutela naturalistica, anche per via della contiguità con ambiti fortemente urbanizzati: a Cagliari le saline del Molentargius e di Macchiareddu e la laguna di Santa Gilla, a Trieste le aree carsiche, a Reggio di Calabria il parco dell’Aspromonte, a Palermo il monte Pellegrino, a Napoli e Roma numerosi ed estesi parchi e riserve naturali.

Le città che nel triennio 2011-2014 hanno maggiormente ampliato il proprio verde urbano sono Roma, Milano e Rimini, seguite da Verona, Padova, Ferrara, Ravenna e Palermo. Tra i grandi comuni, anche in presenza di valori assoluti consistenti le dotazioni pro capite sono compresse dall’elevata dimensione demografica: in media sono disponibili 19,3 mq per abitante a fronte dei 47,1 mq dei capoluoghi di medie e piccole dimensioni. È Reggio di Calabria la città Centro di area metropolitana con la più elevata disponibilità pro capite (103 mq), anche se ciò è dovuto all’alta incidenza di aree boschive e incolte all’interno dei confini comunali; seguono Cagliari (52,7 mq per abitante), i tre grandi comuni veneti (Padova 40,5 m2, Venezia 37,8 mq e Verona 33,7 mq) e Trieste (32,6 mq). Le altre grandi città si collocano invece sotto al valore medio nazionale (in particolare, gli abitanti di Genova, Bari e Taranto dispongono di meno di 9 mq di verde urbano a testa).