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Stanley Kubrick ed Emilio D’Alessandro, la loro amicizia in “S is for Stanley”

ROMA – Sarà nei cinema solo per un giorno, il 30 Maggio per la precisione, “S is for Stanley – Trent’anni al volante per Stanley Kubrick”, il film documentario sulla vita di uno dei registi più eclettici di sempre. Il film, vincitore del David di Donatello 2016, è diretto da Alex Infascelli e ripercorre grazie alla testimonianza di Emilio D’Alessandro – ex pilota di d’auto da corsa italiano e amico del regista – i trent’anni di vita dell’uomo, trent’anni vissuti al fianco di Kubrick.

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Emilio D’Alessandro conosce Stanley Kubrick nel 1971, per caso, quasi un gioco del destino. Inizialmente, il pilota divenne autista personale del regista ma presto nacque un’amicizia duratata trent’anni, come sottolinea il titolo del film, e cinque capolavori cinematografici. Il legame profondo tra i due è testimoniato per sempre anche in alcuni film di Kubrick. Nel 1999, infatti, il cineasta fece una serie di omaggi a D’Alessandro nel suo ultimo film, “Eyes Wide Shut”, dove lo fece recitare in un cameo, poi diede il suo nome al bar in cui si reca Tom Cruise e “assunse” la moglie e la figlia Marisa come comparse. Un rapporto che, quindi, è diventato di grande confidenza, con un Kubrick geniale e generoso ma anche esigente, ansioso e possessivo. A raccontarlo lo stesso Emilio, insieme a foto, decine di messaggi che gli ha scritto negli anni il regista e i tanti oggetti regalati a D’Alessandro, come la giacca militare di Kubrick o i tappeti dell’albergo di Shining, che lui ha in salotto.

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“Ho sentito parlare di Emilio D’Alessandro durante un’intervista alla moglie di Kubrick, – ha spiegato il regista Alex Infascelli – poi ho letto la sua storia e mi ha talmente folgorato che ho voluto essere io a imprimerla a futura memoria. È stato un viaggio bellissimo che mi ha avvicinato alla personalità incredibile di due uomini: uno del quale credevo di sapere tutto e in realtà non sapevo niente, un altro del quale non sapevo nulla e che mi ha lasciato a bocca aperta con la sua storia”. Un film evento, quindi, per conoscere a fondo due uomini apparentemente diversi ma alla fine molto simili tra loro. Infascelli ha scoperto la storia di D’Alessandro parlando nel 2008 con la vedova del cineasta, Christiane, per uno speciale su Arancia meccanica, realizzato per La7. ”Ha parlato di Emilio con affetto e stima, ho capito che era una persona speciale. – ha ricordato Infascelli – Poi quando è uscito il libro di Filippo Ulivieri su di lui (“Stanley Kubrick e me” edito da Saggiatore), ho voluto conoscerlo, andando a Cassino (il suo Paese natale, dove è tornato a vivere con la moglie) e ho deciso di raccontarlo in un documentario”.