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Tutto il mondo è paese, la musica visionaria degli Anhima

ANHIMA 2ROMA – Tutto il mondo è paese. Si intitola così il primo estratto dal nuovo album – “La cruna dell’ago” -, degli Anhima la cui uscita è prevista a giorni. Il singolo sarà in rotazione radiofonica da venerdì 6 maggio. La Cruna Dell’ago va a riscoprire le vere origini della passione che ha coinvolto la generazione dei musicisti rock italiani della vecchia guardia…il post punk, la wave.

Tutto il mondo è paese “è un testo lisergico, quasi visionario che vuole testimoniare che il futuro del nostro pianeta sara’, ma lo è gia, un immenso agglomerato di corpi senza differenze.. Per arrivare fino alla nostra aristocratica Firenze che cambia ogni giorno di più”. La cruna dell’ago è prodotto da Fabrizio Simoncioni – che non ha bisogno di presentazioni avendo al suo attivo più di 50 dischi di platino e collaborazioni con Ligabue, Negrita, Gianna Nannini – e Fabrizio Vanni.

C’è stato un periodo in cui, pressato dalle case discografiche, ho tentato di scrivere qualcosa che si avvicinasse al pop.. l’esperimento mi causò solo dei forti mal di testa e un inizio di depressione.. Si nasce pop, si nasce rock.. E se nasci rock in Italia e a Firenze, culla dell’arte e della cultura, e cominci suonando la batteria in una band postpunk con tendenze psichedeliche, e ti fai di “Clash” dalla mattina alla sera, beh ecco, diciamo che sicuramente la tua vita artistica (e non solo) non sarà una passeggiata” – Daniele Tarchiani

Bio

La band precedentemente con il nome Dharma ha inciso nel 1991 un album “Dharma” per la BMG Ariola con la produzione di Francesco Magnelli (CSI, PGR, nonchè autore di alcuni brani dei Litfiba). Col nome di Anhima poi le collaborazioni con il mondo impegnato dell’underground italiano continuano con la produzione di “Toccato Dal Fuoco” per la Flying records (che include un pezzo con il testo di Piero Pelù) affidata a Gianni Maroccolo (Litfiba CSI, PGR). La presenza di questi personaggi però, non trascina gli Anhima nella cerchia degli artisti del consorzio e la stampa li colloca tra Ligabue e Negrita in un contesto considerato diciamo…più commerciale.  Per gli Anhima questa definizione dispregiativa “commerciale” se pur con un retrogusto amaro non ha mai avuto una grande importanza. Il gruppo ha sempre suonato per arrivare alla gente  per comunicare tutta l’energia e la voglia di fare rock. Con questo intento i testi sono volontariamente accessibili, freschi e parlano di tutto, sentimenti, storie, rabbia, società, gioventù, politica, perchè la politica è vita… Ma forse in quegli anni il loro sound non era sufficientemente schierato, forse, non abbastanza introverso… per essere considerato intellettuale.

Il secondo album “Impossibile Mutazione” esce per Sony ed è contraddistinto dalla più bella e gratificante collaborazione per la band, Sergio Taglioni, produttore, pianista meraviglioso e direttore d’orchestra. Un artista senza precedenti che praticamente diventa da subito il sesto componente del gruppo. La contaminazione elettronica delle sequenze nei pezzi degli Anhima quasi esclusivamente percussiva assume un carattere di potenza e modernità lasciando intatto il sapore delle chitarre, il piano e i sintetizzatori usati a volte in maniera quasi progressive danno un’immagine caleidoscopica del rock.. L’album è troppo avanti, o troppo indietro… sicuramente troppo qualcosa.

anhima

Poi dopo alcuni anni di inattività, arriva la reunion, fra l’altro spinta da Sergio prima della sua prematura scomparsa, e la scelta di fare un best of, proprio con la necessità emotiva di riproporre soprattutto una parte di questo disco che la band giudica ancora attuale e non abbastanza ascoltato. I 5 inediti sono tratti da un grosso lavoro di cernita fatto sul materiale scritto da Daniele negli anni di relativo torpore ispirato dall’ascolto di band come Coldplay, Muse, Radiohead, di Jeff Buckley, di tanta musica indiana, frutto di un esperienza musicale in oriente, nonchè del recupero sentimentale dei cantautori. Sergio decise invece che parte dei brani, destinati probabilmente ad un album solista, erano perfetti per costruire il ritorno degli Anhima. Questi cinque brani oltre a rappresentare il materiale in cui la band oggi si rispecchia maggiormente, trovano spazio perfettamente nel sound di “18 Anhima”, segno di una continuità compositiva della band.

Il brano “Orgoglio Punk” che apre la raccolta è il simbolo sia del nuovo corso che di questa continuità stilistica con cui gli anhima hanno deciso di riconfrontarsi con la scena musicale italiana. Un tornare alle origini rituffandosi nelle atmosfere di seattle con una formazione prettamente chitarristica.. Foo fighters, ma anche Nine Each Nails, piuttosto che i sempre cari Pearl, Soundgarden, Queens of the Stone Age.. ancora parte dei loro sogni. Questi sono gli Anhima, tutto diventa Anhima, le idee di Daniele filtrate dalla tecnica consolidata, dall’energia e dalle esperienze fatte dai componenti del gruppo in giro per il mondo, seguendo ognuno le proprie storie, che si fondono ogni volta, perfettamente. E’ per così dire “Punk” il loro orgoglio di fare ancora rock.