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Giornata ambiente, è lotta senza frontiere al bracconaggio

tigre 2ROMA- Otto specie da salvare – orango, tigre, elefante, rinoceronte, tartaruga marina, pangolino, bucero dall’elmo (un uccello) e, per la flora, il palissandro -, otto specie simbolo per lanciare l’ennesimo allarme su un patrimonio che rischia l’estinzione e che renderà il mondo e i suoi abitanti più povero. Sono l’orango, la tigre, l’elefante e tutti gli altri animali in pericolo i protagonisti della Giornata mondiale dell’ambiente 2016 che di svolgerà domani, domenica 5 giugno.

Istituita nel 1972 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite per ricordare la Conferenza di Stoccolma in cui fu istituito l’Unep, cioè il Programma dell’Onu per l’Ambiente, la Giornata vedrà quest’anno l’Angola ospitare l’evento principale. Al di là dei singoli eventi che coinvolgeranno oltre il Paese ospite, tutte le nazioni presenti al Palazzo di vetro, l’obiettivo è uguale per tutti: combattere e annientare il bracconaggio e il commercio illegale di piante e animali selvatici e, soprattutto, varare una serie di norme di comportamento che possano rispettare al meglio l’ambiente naturale.

Il bracconaggio insieme a tutte le forme di appropriazione illegale di risorse naturali con un fatturato annuale di 213 orangomiliardi di dollari rappresenta il quarto mercato criminale del Pianeta. Il bisogno di proteggere la flora e la fauna del Pianeta dalla predazione del crimine organizzato e’ diventata una priorita’ mondiale. L’Ufficio Drugs and Crime delle Nazioni Unite (Unodc) ha pubblicato in questi giorni il rapporto annuale “World Wildlife Crime Report” dove sono illustrati con estrema chiarezza analisi e dati relativi ai “Crimini di Natura” che insanguinano e condannano all’estinzione specie uniche per il valore ecologico e cruciali per lo sviluppo sostenibile di paesi fragili dal punto di vista politico ed economico ma ricchi di biodiversita’. L’emergenza bracconaggio ha raggiunto un livello di attenzione talmente elevato da avere targets dedicati nell’importante Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile approvati da tutti i paesi del mondo lo scorso anno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la cui implementazione e’ stata oggetto della seconda United Nations Enviroment Assembly (Unea2), tenutasi a Nairobi presso la sede dell’Unep dal 23 al 27 maggio scorsi dove e’ stata lanciata la campagna “Wild for Life” dedicata ad arrestare il traffico di specie che a livello mondiale rischiano l’estinzione.

I rapporti delle Nazioni Unite ci svelano, come riportato in un comunicato stampa del WWF, che ogni anno in Africa vengono bracconati più di 30.000 elefanti e che paesi come la Tanzania e il Mozambico hanno perso in soli 5 anni tra il 50 e il 60% della loro popolazione di questi straordinari pachidermi. Ogni anno viene ucciso il 10% dei gorilla di pianura. In Zimbabwe e’ scomparso in pochi anni il 60% della popolazione di rinoceronti e in 10 anni e’ scomparso quasi il 70% degli elefanti di foresta del bacino del Congo.

bracconaggio 2Anche gli squali sono in drammatico declino (alcune specie in pochi anni hanno subito una riduzione del 98%) mentre in alcune regioni abbiamo perso il 90% delle popolazioni di pangolini. Si e’ ridotto del 40% il territorio in cui prima viveva la vigogna, un meraviglioso animale sud americano. La tigre dell’Amur e’ stata ridotta dal bracconaggio a non piu’ di 540 esemplari, in via di estinzione mentre i leoni in Africa occidentale hanno a disposizione solo l’1% del precedente territorio di diffusione. Secondo le Nazioni Unite il bracconaggio e il commercio illegale di natura non si ferma alle specie carismatiche: l’indagine dell’Unodc analizzando 164.000 sequestri in 164 paesi diversi ha riscontrato la presenza di ben 7000 specie oggetto di crimini. La cattura, l’uccisione, la trasformazione e la commercializzazione illegale di queste specie contamina un’infinità di prodotti e settori: dalla moda (come pelli e avorio) all’arredamento (come alberi e altre piante in via d’estinzione), dal cibo (come scimmie e pangolini) ai prodotti farmacologici tradizionali (come parti di tigre e corna di rinoceronti) e agli animali domestici (come pappagalli e rettili).

Sempre secondo l’ufficio Unodc, racconta ancora il WWF, tutti siamo potenzialmente complici del bracconaggio e tutti abbiamo la responsabilità di agire, anche attraverso la diffusione della consapevolezza, dell’informazione e delle pratiche di un consumo responsabile. Purtroppo anche in Italia la piaga del bracconaggio fa strage di animali protetti. Milioni di uccelli ogni anno vengono uccisi da doppiette, trappole e reti. Le 300 guardie del Wwf, in prima linea nella lotta ai crimini di natura italiani, ogni anno sequestrano migliaia di richiami, munizioni e armi illegali.

Il Wwf chiede per la giornata dell’ambiente che l’Italia si doti di un piano nazionale per fronteggiare il fenomenoBracconaggio-rinocerontiillegale della cattura, uccisione e importazione di specie selvatiche. Non solo a difesa degli uccelli (rispetto ai quali il ministero dell’Ambiente ha appena avviato un processo di consultazione per la redazione di un piano, su sollecitazione dell’Unione Europea), ma a difesa di tutte le specie vittime di lacci, trappole, veleno e armi da fuoco. Fra questi, e’ doveroso ricordarlo, ci sono ogni anno centinaia di lupi. Il Wwf chiede, inoltre, un maggiore coordinamento tra le forze dell’Ordine per rafforzare l’efficacia della sorveglianza, accurate indagini, condanna dei responsabili e un inasprimento delle sanzioni e delle pene per i reati contro la fauna selvatica.

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In Italia molte le iniziative per la Giornata mondiale dell’ambiente. La più attesa si terrà lunedì 6 giugno. Al ministero dell’Ambiente, infatti, andrà in scena una doppia festa che insieme alla Giornata mondiale celebrerà i primi 30 anni del dicastero, istituito nel 1986 dall’allora ministro dell’Ecologia Valerio Zanone. Alla cerimonia, voluta dall’attuale ministro Gian Luca Galletti, partecipano, tra gli altri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i presidenti di Camera, Laura Boldrini, e Senato, Pietro Grasso.