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Pjanic, Sabatini e la Roma: storia di un gatto maculato

ROMA – Storia di un gatto maculato che in realtà maculato non è. Storia di un direttore sportivo che dovrà spiegare quanto accade in queste ore a Roma, sponda giallorossa. Storia di uno dei migliori talenti che circolano nel nostro campionato che saluta Totti e compagnia bella per approdare all’inviso rivale del Nord, a quella Juventus pigliatutto che di saziarsi proprio non ne vuole sapere. Andiamo con ordine: Walter Sabatini, con la sponda della presidenza a stelle e strisce, lo scorso 5 maggio mostrava le unghie parlando di calcio mercato, paragonandosi al più sveglio dei felini e alla mossa della “coda del gatto maculato”, che si auspicava gli sarebbe potuta riuscire.

pjanic

In altre parole, come il felino distrae i suoi nemici agitando la coda, e riuscendo così a scappare, Sabatini, provando a immolare le seconde linee (Paredes, Sanabria, Iago Falque, tanto per fare dei nomi), avrebbe provato a trattenere i pezzi da novanta, Pjanic e Naingollan, su tutti. Ma perché vendere? Perché la Roma, entro il 30 giugno dovrà reperire una cifra tra i 35-40 milioni, senza poter spendere nulla, per rimettersi in carreggiata dopo i disavanzi delle scorse stagioni. In mancanza di tali garanzie, la Uefa scatenerà i suoi segugi tutti protesi al pieno rispetto del “ financial Fair Play” e tornerebbe ad affacciarsi dalle parti del “Fulvio Bernardini” con la minaccia quanto mai reale di una multa da parecchi milioni di euro e una restrizione della rosa per la prossima Champions League.

Ma qualcosa, al gatto sornione sta andando male, malissimo. Tanto che, dopo una giornata convulsa, trascorsa tra smentite, conferme, smentite delle conferme e conferme delle smentite, è l’amministratore delegato in persona della società giallorossa, Mauro Baldissoni, a mettere la parola fine alla nascente telenovela: Pjanic ha chiesto l’applicazione della clausola rescissoria, il primo che copre i trentotto milioni di euro vince il premio dei premi. La Juve gongola, era alla porta, tutto sistemato, col bosniaco a Vinovo già nei prossimi giorni per le rituali visite mediche. Questa è la storia di un gatto che maculato non è.