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Facebook il delitto in streaming di Antonio Perkins. La cronaca nera è social

Facebook il delitto streaming di Antonio PerkinsROMA – Doveva essere la cronaca di un normale sabato sera quella che voleva raccontare in streaming Antonio Perkins e, invece, si è trasformata in un rarissimo, il primo via social network, esempio di cronaca nera vissuto in diretta. Una serata tra amici, a Chicago, qualche ‘bicchiere’ di troppo e la spensieratezza della giovane età da condividere con altri amici e conoscenti via Facebook. Antonio Perkins non poteva immaginare che quelli trasmessi dal suo smartphone sarebbero stati i suoi ultimi istanti di vita.

Facebook, il delitto streaming

Un parco pubblico di Chicago, un ragazzo Antonio Perkins, che racconta via smartphone la sua uscita serale. L’idea è quella di trasmettere tutto via Facebook, attraverso la nuova funzione dei video in diretta streaming. Il giovane si inquadra e comincia a parlare, a raccontare. Sembra contento e soddisfatto del suo racconto e della nuova opportunità che gli offre la tecnologia. Poi, improvvisi, gli spari. I colpi di pistola si riconoscono facilmente. Antonio, concentrato sulla ripresa, non ha il tempo, però, di reagire. Una pallottola lo colpisce in piena testa. Il cellulare gli vola di mano, cade nell’erba ma continua a riprendere. Le immagini diventano confuse, si distinguono i fili d’erba sporchi di sangue. L’audio diventa agghiacciante. Le urla, le richieste d’aiuto, i primi soccorsi e l’incredulità di chi si accompagnava al ragazzo. Il tutto in diretta streaming su Facebook. Così si spegne la vita di Antonio Perkins di soli 28 anni.

Facebook il delitto streaming – Le indagini

Il video, prima di arrivare alle forze dell’ordine, è diventato virale. Sono oltre 700mila le visualizzazioni raggiunte, senza contare chi ha assistito alla sparatoria in diretta streaming su Facebook. Ora quelle immagini entrano nel bagaglio di prove e indizi che serviranno alla polizia di Chicago per condurre le indagini e provare ad incastrare gli assassini. Si parla di un regolamento di conti tra bande ma la cosa non è certa. Forse Antonio è solo una vittima innocente, una persona che si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Le ipotesi sono tutte al vaglio degli inquirenti. La famiglia del giovane smentisce qualunque coinvolgimento diretto di Antonio, ma la tentazione di ipotizzare ad una vera e propria esecuzione è forte. Diversi e non uno solo i colpi andati a segno, di sicuro uno alla testa e uno al collo. Difficile, quindi, pensare ad una pallottola vagante. Le indagini sono in corso e per il momento tutto resta nel campo della speculazione. Resta però il triste primato della prima morte in diretta streaming sul social network più utilizzato al mondo.