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Elegy for the Arctic: il video di Ludovico Einaudi per la difesa dell’Artico

difesa dell’Artico

L’Artico si sta sciogliendo sempre più velocemente. Oltre 7.5 milioni di persone, da ogni parte del mondo, hanno fatto sentire la loro voce per chiedere che venga protetto. Per la sua biodiversità, perché regola il riscaldamento dell’intero Pianeta e perché abbiamo il dovere di preservarlo per le future generazioni. Queste sono solo alcune delle ragioni che ci impongono di proteggere l’Artico. Ma ce ne sono molte altre!


Ludovico Einaudi greenpeace (1)


Negli ultimi 30 anni, causa il riscaldamento globale, l’area artica coperta di ghiacci si è ridotta in modo sostanziale estate dopo estate, diminuendo la capacità della superficie ghiacciata di riflettere la luce solare (un fenomeno conosciuto come albedo) e aumentando il calore assorbito dal mare, che a sua volta contribuisce allo scioglimento dei ghiacci, in un circolo vizioso molto pericoloso.

Anche Ludovico Einaudi, musicista e compositore di fama mondiale, “scende in campo” per la difesa dell’Artico ha infatti eseguito al pianoforte l’inedito “Elegy for the Arctic”, in una performance suggestiva al largo del ghiacciaio Wahlenbergbreen, sulle Isole Svalbard (Norvegia), per la difesa dell’Artico.

Einaudi ha raggiunto il ghiacciaio a bordo della nostra nave “Arctic Sunrise” unendosi all’appello firmato da quasi 8 milioni di persone per chiedere alla comunità internazionale di sottoscrivere al più presto un accordo che protegga l’Artico dallo sfruttamento e dai cambiamenti climatici.

difesa dell’Artico

L’artico non è un deserto ma un luogo pieno di vita – ha commentato Einaudi – Ho potuto vedere con i miei occhi la purezza e la fragilità di quest’area meravigliosa. E interpretare una mia composizione ispirata alla bellezza dell’Artico e alle minacce che subisce a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo comprendere l’importanza dell’Artico per proteggerlo prima che sia troppo tardi”.

Greenpeace in difesa dell’Artico perché è allarme e potrebbe comportare gravi conseguenze per la Terra.

L’incredibile “concerto” si è tenuto proprio alla vigilia di un’importante riunione dell’OSPAR, la commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Atlantico nordorientale, che proprio in questi giorni potrebbe decidere di istituire un’area protetta di oltre 226 mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico, al momento il mare meno protetto del mondo. Si tratterebbe di un’area con un’estensione pari a quella della Gran Bretagna.

difesa dell’Artico

Sebbene la decisione sia sostenuta dal parere del comitato scientifico dell’OSPAR, che ha riconosciuto l’elevato valore ecologico di questa regione e il grave processo di disgelo causato dai cambiamenti climatici, la pressione dei governi di Norvegia, Danimarca e Islanda, che stanno cercando di ostacolare il processo di approvazione, rischia di far saltare l’accordo.

Quel che accade nell’Artico non resta nell’Artico: il surriscaldamento di questo ecosistema unico e prezioso può avere gravi ripercussioni sull’intero clima terrestre!

Firma la petizione, la tua voce arriverà in Artico!