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Strage di Ustica, il mistero ancora aperto: cosa accadde 36 anni fa?

usticaROMA – Il 27 giugno 1980, alle ore 20.59’45”, un DC9 della compagnia privata italiana ITAVIA sparisce dagli schermi radar senza trasmettere alcun segnale di emergenza. L’aereo era stabilizzato in crociera a 7.600 metri di quota, lungo l’aerovia “AMBRA 13” ed improvvisamente, senza lanciare alcun allarme, precipita nei pressi del punto “CONDOR”, tra le isole di Ponza ed Ustica, inabissandosi nella cosiddetta “Fossa del Tirreno”, profonda oltre 3.500 metri.
Tra passeggeri ed equipaggio, persero la vita 81 persone.
14 erano bambini.
I relitti ed i pochi corpi recuperati testimoniano che l’aeroplano è esploso in volo, destrutturandosi in due tronconi principali.

Tre sono le ipotesi che sono state di volta in volta avanzate sulle cause del disastro: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba nella toilet di coda, un missile che per errore colpisce il DC9.
Nessuna di queste ipotesi è stata sino ad oggi provata.

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Che cosa abbia causato l’incidente dell’Itavia DC-9 durante il volo da Bologna a Palermo è stato uno dei misteri più duraturi per l’Italia.

Alcuni hanno sostenuto che una bomba fosse esplosa a bordo; altri ipotizzarono che il DC-9 fosse rimasto vittima del fuoco incrociato di un duello aereo militare.
USA e NATO negarono l’attività militare nei cieli quella notte.

Timeline degli eventi

20:08: Il DC9 decolla con due ore di ritardo; il volo IH870 si svolge regolarmente, lungo l’aerovia “Ambra 13”, almeno fino al suo ultimo contatto radio con Roma Controllo, che si è verificato a 20: 58.
21.04: chiamato per il permesso di iniziare la discesa verso Palermo, il volo IH870 non risponde. Sono numerose le chiamate invano effettuate dall’operatore Roma Controllo, e numerosi i tentativi falliti realizzati da:
-Aria Malta volo KM153, (che segue lo stesso percorso)
-Il Radar militare a Marsala
-La Torre di controllo di Palermo.
21.13: (orario previsto per l’arrivo), ancora nessuna risposte dal volo IH870.
21:25: il comando di Air Rescue HQ a Martina Franca è stato nominato per coordinare le ricerche, allertando il 15º Stormo a Ciampino.
21:55: decolla il primo HH-3F e inizia a perlustrare la zona del presunto incidente. L’aereo è ora dichiarato disperso.

Durante la notte diversi elicotteri, aerei e navi sono coinvolti nella ricerca.
Al sorgere del sole, un Breguet Atlantic dell’Aeronautica avvista a poche decine di miglia a nord di Ustica, una macchia oleosa: subito dopo, cominciano ad affiorare detriti e i primi cadaveri dei passeggeri.

E’ la conferma che un aereo è precipitato in una zona del Mar Tirreno dove la profondità del mare supera i tremila metri (9.800 piedi).

Indagini e inchieste: una strage ancora senza responsabili

Dopo l’incidente del DC-9, furono aperte le indagi per determinare il perché della strage.
Ma dopo 36 anni la tragedia non ha ancora un responsabile.
Sparizione di fascicoli, occultamenti delle prove e morti misteriose hanno contribuito a far crescere la convinzione che fossero coinvolte potenze alleate nella strage di Ustica.

Negli anni ’80 il Mediterraneo era una zona di guerra virtuale tra la Libia di Muammar Gheddafi e Francia e USA.

Settimane dopo l’incidente, un Mig libico venne ritrovato sulla Sila.

Si ipotizzò che il DC-9 fosse stato colpito da un missile durante un duello tra jet libici e occidentali, o fosse stato scambiato per il jet di Gheddafi e abbattuto nel tentativo di assassinio.

Nel 2007, l’ex-presidente della Repubblica Francesco Cossiga (presidente del Consiglio nel 1980), sostenne la seconda ipotesi, attribuendo la responsabilità ad un jet francese che abbattè il Dc-9 scambiandolo per l’aero di Gheddafi.

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Alla ricerca della verità

“Lo Stato ha il dovere di continuare a ricercare la verità. Non soltanto per rispondere all’ansia di giustizia dei familiari delle vittime, ma anche e soprattutto perchè le zone d’ombra indeboliscono la democrazia”.
Così la presidente della Camera Laura Boldrini, in un messaggio per il 36esimo anniversario della strage di Ustica diffuso dalla presidente dell’Associazione familiari vittime, Daria Bonfietti. – “Sono ancora troppi i tasselli mancanti alla ricostruzione della strage che si è consumata nei nostri cieli e all’individuazione delle responsabilità”.

“La Camera sta esaminando in seconda lettura il progetto di legge di ratifica da parte italiana della Convenzione europea relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati dell’Ue, già votato dalla Camera nel giugno 2015 e dal Senato lo scorso 26 aprile. Una volta che il provvedimento sarà definitivamente approvato, sarà semplificata la strada per la rogatoria internazionale dalla quale si attendono nuove risposte sull’abbattimento del Dc9 Itavia”.

“Mi auguro che, anche attraverso queste misure, vengano compiuti quei passi decisivi che ancora ci separano dalla verità – sottolinea Laura Boldrini – e possa chiudersi la stagione dei misteri che hanno reso torbidi troppi passaggi della recente storia italiana”.

USTICA – di Renzo martinelli

Dopo aver fatto luce sul caso Moro, dopo aver raccontato la tragedia del Vajont, senza mai tralasciare nomi e cognomi di responsabili, il regista Renzo Martinelli svela la verità del caso Ustica, uno dei Misteri d’Italia più dolorosi.
Il docu-film USTICA, uscito nelle sale nel marzo del 2016, è frutto del lavoro di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sulla mole enorme di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi da quella tragica notte del 27 giugno 1980.

Il film, una coproduzione Italo – Belga, è prodotto da Martinelli Film Company International e WFE in collaborazione con Umberto Buttafava, Polar Star Pharma, Seagull con l’associazione in partecipazione ai sensi del tax credit di Dorotea e La Ferla Pietro e con il contributo del Mibact e di Regione Toscana, Regione Basilicata, Regione Sicilia.