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Oristano, Istanbul, New York: tre modi di vivere il Gay Pride

gay pride oristanoROMA – Partecipazione convinta, semplice accettazione, tolleranza, indifferenza, avversione. Odio. Quanti sentimenti può scatenare l’orgoglio omosessuale. Quante reazioni discordanti ogni volta che se ne parla o si accenna a una sua, seppur minima, manifestazione. Stati d’animo trasversali socialmente e geograficamente. Non esiste un identikit univoco di chi è pro o contro, come se poi fosse giusto parlare di ‘un pro o di un contro’ uno stato dell’essere umano. In queste ore, ad esempio, Oristano, Istanbul e New York si sono scoperte palcoscenici, ognuna a modo loro, di sentimenti e stati d’animo diversi intorno al tema “dell’altra sessualità”. Dai lacrimogeni della capitale turca, alla gioiosità di New York, alla vigliaccheria sarda. Ma andiamo con ordine.

Gay Pride – I vandali vigliacchi della Sardegna

Oristano e Palmas Arborea distano solo pochi chilometri ma, questa notte, si sono ritrovate più vicine ‘grazie’ all’opera di uno o più vigliacchi che hanno fatto sparire e incendiato le bellissime fotografie che, tutte insieme, rappresentavano l’opera ’49 baci per Orlando’ del fotografo Gianluca Vassallo. 49 baci per ricordare le 49 vittime della strage compiuta da Omar Mateen al Pulse club di Orlando in Florida. Ma i sardi di Oristano e Palmas non ci stanno e come ha dichiarato lo stesso Vassallo al sito Gay.it “bruciare in strada quelle fotografie di baci omosessuali è un atto simbolico di pochi che non intacca, però, il coraggio di una piccola comunità che si é esposta con grande coraggio per i diritti civili”.

gay pride istanbulGay Pride – Istanbul, la polizia usa i lacrimogeni

Sette arresti e lacrimogeni contro i manifestanti. È questo il resoconto di un pomeriggio ‘assurdo’ per le vie della capitale turca. Per tutti i fermati l’accusa è quella di aver infranto l’ordine della prefettura che vietava la diffusione di comunicati relativi al Gay Pride. Motivazione: timori di possibili attacchi dell’Isis e per le minacce arrivate da un gruppo giovanile ultranazionalista che aveva definito il corteo “immorale”. La voglia di affermare i propri diritti non ha fermato, però, nessuno ma il tentativo di manifestare è annegato nei tanti lacrimogeni scagliati dalle forze dell’ordine. Tra i fermati anche il parlamentare tedesco Volker Beck e la connazionale eurodeputata Terry Reintke.

gay pride hilary clintonGay Pride – New York, in ricordo di Orlando

Il Gay Pride di New York, così come quello che si è svolto in tutte le altre città statunitensi, ha avuto un solo tema: il ricordo delle vittime di Orlando. Nella ‘grande mela’ tutto è filato liscio anzi di più. Chiaro segno di un’apertura senza eguali al mondo. A sfilare sulle note di “Ymca” oltre 20 mila persone lungo la Fifth Avenue fino al Greenwich Village di Manhattan, dove si trova lo Stonewall Inn, lo storico pub delle lotte per i diritti della comunità Lgbt che Barack Obama ha appena designato come monumento nazionale. Anche qui lo schieramento delle forze di polizia è stato ingentissimo. Ma, a differenza che altrove, qui era per proteggere e non per attaccare o disperdere. Tra i rappresentanti della comunità Lgbt, le loro famiglie e gli amici anche il candidato alla Casa Bianca Hillary Clinton con il sindaco di New York, Bill de Blasio, e il governatore  Andrew Cuomo.