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Più del sesso potè il Dalai Lama, in Cina bandita Lady Gaga

lady gaga incontra il dalai lamaRoma – In un Paese chiuso alle novità come la Cina – Paese dalla forte censura su Internet e social network – sembra strano che Lady Gaga sia caduta nelle strette maglie della censura del Partito comunista solo dopo l’incontro con il Dalai Lama.

È evidente, quindi, che più del sesso e delle performance provocatorie della cantante al governo di Pechino abbia dato fastidio il suo impegno sociale. I fatti.

Lady Gaga incontra il Dalai Lama

Tutto visibile su Facebook. Una pagina, quella di Lady Germanotta, che piace ad oltre 61 milioni di persone. Se si calcolano le possibili interconnessioni e le condivisioni, l’incontro tra la diva e la guida spirituale tibetana ha avuto un’eco planetario. Un video di 19 minuti dove un’elegantissima e sobria Lady Gaga si è soffermata con l’ospite sui temi più disparati, dalla meditazione alla salute mentale al modo per decontaminare l’umanità. Il monaco ha incontrato la pop star a margine della Conferenza americana dei sindaci, in svolgimento ad Indianapolis, incentrata sui temi della compassione e della carità.

Lady Gaga nella black list del Partito comunista

19 minuti di video che valgono la messa al bando. Stando alle notizie riportate dal quotidiano di Hong Kong Apple Daily, a seguito dell’incontro incriminato, il Partito comunista cinese ha disposto l’inserimento di Lady Gaga nella speciale black list dei non graditi. Questo comporta, non solo, il divieto di entrare nel Paese ma anche il divieto di diffondere, nei confini nazionali, la propria musica. Ai tempi di Internet questo vuol dire che tutti i ‘canali’ dovranno, senza appello, bannare qualsiasi post, video o file inerente la pop star. Divieto di citazione anche per le agenzie di stampa e per la Tv di Stato. Da ieri Lady Gaga per la Cina, insomma, non esiste più. Come lei altri simpatizzanti del Dalai Lama, Maroon 5, Bjork e Oasis. Tutti questi si sono espressi anche a favore dell’indipendenza del Tibet

Dalai Lama per i cinesi persona non gradita

In esilio dal marzo del 1959, il Dalai Lama è considerato uno dei peggiori nemici del Partito comunista e quindi dello Stato. Per la Cina il Lama non è riconosciuto come autorità religiosa ma come un pericoloso cospiratore che si batte per l’indipendenza della regione himalayana dalla Cina al fine di stabilire un dominio teocratico.

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