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Roswell, 69 anni di misteri irrisolti

Nei primi giorni di luglio del 1947 (la data esatta non è nota, ma è stato ipotizzato il 2 o il 3 luglio) qualcosa cadde dal cielo e si schiantò in un ranch vicino Roswell, Nuovo Messico, lasciando detriti sparsi nel campo.
Furono immediatamente avvisati i militari della vicina base Roswell Army Air Field (RAAF), che si recarono sul posto per raccogliere ed esaminare il materiale.

Caso Roswell

Incidente di Roswell: UFO o pallone meteorologico?

Il cosiddetto “incidente di Roswell” sarebbe finito così, senza mai creare l’alone di mistero che dura da 69 anni, se non fosse stato per quelle poche, ma incisive, parole, rilasciate in un comiunicato stampa l’8 luglio 1947 proprio dal RAAF: “un oggetto che sembrerebbe essere un disco volante è stato ritrovato nei pressi di Roswell”.

La smentita dell’areonautica arrivò di lì a poco.
24 ore dopo il comunicato della RAAF, il comandante generale della Eighth Air Force, Roger M. Ramey dichiarò che, di fatto, un pallone meteorologico era stato recuperato dal personale RAAF, non un “disco volante”.
L’incidente fu velocemente dimenticato e completamente ingnorato anche dai ricercatori UFO, per più di 30 anni.

 Roswell, la riapertura del caso

Tuttavia, nel 1978, il fisico e ufologo Stanton T. Friedman intervistò il maggiore Jesse Marcel, coinvolto nel recupero dei detriti dell’oggetto nel 1947.
Marcel espresse la sua convinzione che i militari avessero insabbiato il recupero di un’astronave aliena. La sua storia si diffuse attraverso gli appassionati di ufologia.
Nel febbraio 1980, il tabloid National Enquirer fece un colloquio privato con Marcel, ottenendo l’attenzione nazionale e mondiale per l’incidente di Roswell.
Una relazione pubblicata nel 1995 da indagini interne dell’areonautica, riportò che quello avvistato la notte tra il 2 e il 3 luglio, era un modulo appartenente al progetto Mogul, palloni sonda che dovevano monitorare le attività dell’Unione Sovietica.
Ma ormai “il caso Roswell” si espandeva a macchia d’olio, e la teoria del complotto (nota come “congiura del silenzio”) e del coinvolgimento dell’Area 51 aveva preso piede.

Il video dell’autopsia aliena

Ad incrementare il mistero dell’incidento UFO, nel 1991 Ray Santilli, un produttore londinese, diffuse un video in bianco in nero che ritraeva l’autopsia da parte di due medici ad uno degli alieni precipitati a Roswell nel 1947.
Il filmato fece talmente scalpore, da essere trasmesso sulle tv di tutto il mondo (in Italia fu mandato in onda nella trasmissione Misteri della Rai nel 1994).
Anni dopo, gli studi condotti sui fotogrammi rivelarono che in realtà il video era un falso, come successivamente ammise anche lo stesso Santilli.

Incidente di Roswell, le testimonianze nel corso degli anni

Sono passati 69 anni dall’incidente di Roswell, ma i dubbi non sono ancora dissipati.
Nel 2012 un ex agente della CIA, Chase Brendon, ha rivelato di aver visto i documenti che confermerebbero la tesi dell’UFO Crash.
“Non era un maledetto pallone meteorologico”, ha dichiarato Chase. “Era una navicella che evidentemente non è venuta da questo pianeta … Non ho dubbi neanche per un secondo che l’uso della parola ‘resti’ e ‘cadaveri’ era esattamente ciò di cui la gente coinvolta parlava.”

Altre persone coinvolte nel “Caso Roswell” si sono fatte avanti nel corso degli anni.
Nel 2012 l’ex tenente colonnello della US Air Force Richard French, non solo confermò la teoria dell’UFO precipitato su Roswell, ma aggiunse che in realtà erano due dischi volanti, non uno.

Recentemente ha fatto scalpore la confessione di Boyd Bushman, scienziato che lavorò per anni nell’Area 51, scomparso ad agosto 2014.
Un mese prima di morire rilasciò una sconcertante video intervista nella qualesvela la sua verità sui progetti top secret del governo statunitense e la sua alta conoscenza del programma UFO del governo degli Stati Uniti.