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Juno, missione compiuta: la sonda della NASA ha raggiunto Giove

ROMA – La sonda Juno della NASA ha concluso con successo la rischiosa manovra che l’ha condotta nell’orbita di Giove.

juno gioveJuno a velocità record

L’incontro ha segnato un nuovo record importante: Juno è diventato l’oggetto più veloce mai realizzato da mani umane.
Avvicinandosi a Giove, infatti, la sonda è stata attratta dalla potente gravità del gigante gassoso, accelerandone la velocità fino a raggiungere i 265.000 km/h (relativi alla Terra).

Il record di velocità di tutti i tempi è attualmente detenuto da Helios 1 e Helios 2 della NASA, lanciate a metà degli anni ’70 per studiare il Sole.
Entrambe le sonde hanno raggiunto una velocità massima di circa 253.000 km/h al loro punto di massimo avvicinamento alla stella della Terra.

Per capire meglio: i progliettili tagliano l’aria a circa 2.735 km/h, e la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) gira attorno alla Terra a 28 mila km all’ora.

Un incontro pericoloso

Tuttavia, proprio la sua alta velocità è stato il rischio più grande.
Per rallentare abbastanza da essere catturata nell’orbita di Giove, Juno ha dovuto spingere al massimo sui freni, ovvero, accendere il suo motore principale per 35 minuti.

Questa manovra ha fatto rallentare il veicolo spaziale di circa 542 metri al secondo, permettendogli di essere catturato nell’orbita intorno a Giove.

juno gioveMissione Giove

Juno girerà intorno a Giove 37 volte nel corso di 20 mesi, con “immersioni” fino a circa 4.100 chilometri sopra le nuvole dense del pianeta.

Juno ha sette strumenti scientifici progettati per aiutare gli scienziati a capire come il gigante gassoso si è formato ed evoluto.
Il pianeta è il più massiccio nel nostro Sistema Solare – un’enorme palla di gas 11 volte più grande della Terra.
I ricercatori pensano che sia stato il primo pianeta a formarsi, e per questo motivo detiene indizi su come si è evoluto il Sistema Solare.

I misteri di Giove

Diversi veicoli spaziali hanno sorvolato Giove, a cominciare da Pioneer 10 nel 1973.
La navicella della NASA Galileo, entrata in orbita nel 1995, ha lanciato una sonda  nell’atmosfera del pianeta, rimandando alcuni dati significativi che hanno svelato dettagli sulla composizione della sua atmosfera.

Durante i suoi otto anni di Giove, Galileo ha confermato la presenza di forti e turbolenti venti nel gigante. Ha misurato le temperature roventi dei vulcani su Io, una delle quattro grandi lune del pianeta e ha trovato la prova di oceani sotto marini sulle altre tre lune, Europa, Callisto e Ganimede.

A differenza di Galileo, Juno sarà in un’orbita che passa sopra i poli di Giove, fornendo il primo sguardo  ravvicinato su quelle regioni.
Con passaggi stretti e ripetuti, il veicolo spaziale misurerà il campo gravitazionale e il campo magnetico, offrendo scorci di quello che nasconde Giove dentro di sé.

lego-junoMattoncini colorati su Giove

Tra le varie strumentazioni a bordo, Juno ha anche una fotocamera a colori e tre membri dell’equipaggio LEGO.
Sì, proprio quei LEGO.
La telecamera si chiama JunoCam e la NASA dice che catturerà “spettacolari immagini ravvicinate e a colori” di Giove.
I membri dell’equipaggio LEGO sono tre statuette da 1,5 pollici a bordo di Juno.
Una rappresenta Galileo Galilei – che ha scoperto i quattro maggiori satelliti di Giove.
Gli altri due rappresentano il dio romano Giove e sua moglie Giunone.
Sono stati inclusi per ispirare i bambini a studiare la scienza e la matematica.

Juno, i numeri della missione

Il corpo della sonda misura 3,5 metri di altezza e 3,5 metri di diametro.
Ma con i suoi tre pannelli solari che si aprono, si estende per circa 20 metri.
In confronto, un campo da basket NBA è largo 15 metri e lungo 28 metri.

juno

Giove era distante 716 milioni di chilometri dalla Terra quando Juno è stata lanciata da Cape Canaveral il 5 agosto 2011.
Ma la sonda ha percorso una distanza totale di 1.600 milioni di chilometri per raggiungere il pianeta gassoso, usando la gravità della Terra come fionda per aiutarsi a prendere velocità.

La missione Juno si conclude il 20 febbraio 2018, quando la sonda si schianterà contro Giove.